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Massimo Cacciari contro lo stato d’emergenza: «Il parlamento lo protrae per sopravvivere»

Il professore all’attacco del “presidenzialismo surrettizio”: «Smettiamola con le retoriche risorgimentali e prendiamo il toro per le corna»

Il professor Massimo Cacciari torna a criticare lo stato d’emergenza per il Coronavirus dalle colonne del La Stampa. Cacciari prende spunto dalla prossima elezione del presidente della Repubblica per proporre di trasformare il “presidenzialismo surrettizio” che secondo lui si è inverato con l’emergenza in un progetto che abbia anche i check and balances tipici delle democrazie.


Smettiamola con le retoriche risorgimentali e prendiamo il toro per le corna: trasformiamo il presidenzialismo surrettizio e spurio in un progetto razionale, vediamo come bilanciarne il potere senza impedirlo, ridisegniamo Parlamento e Governo in una prospettiva di unità politica europea. Tutto, ma, per carità, non più emergenze rinnovate per decreto di settimana in settimana, non più governi di «salute pubblica», non più questo occasionale procedere in un’inflazione di norme tra stato di necessità e paure.


E quindi, secondo il professore, è necessario costituzionalizzare lo stato d’emergenza:

Il mondo contemporaneo non consente ormai democrazie progressive? Lo ammettiamo? Bene – ma neppure sarà governabile attraverso intese spurie, fittizie tra forze politiche sempre più sradicate, che stanno insieme soltanto per la gestione di angosce grandi o piccole, ansiose di soffocare ogni parola non dico di critica, ma di dubbio. Costoro non saranno mai capaci di autentiche decisioni, che in quanto tali sono sempre costituenti, ma soltanto di protrarre sine die stati di emergenza, e cioè il proprio sopravvivere.

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