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Balotelli in Nazionale? Per Mancini è possibile: «Non è la mia carta della disperazione: può darci una mano»

L’attaccante oggi in Turchia agli ordini di Vincenzo Montella parteciperà a uno stage della Nazionale a Coverciano, dopo un lunghissimo periodo lontano dalla maglia azzurra

Rivedere Mario Balotelli con la maglia azzurra non è più un’utopia. Di certo Supermario non è per il ct Roberto Mancini: «La carta della disperazione», mentre l’Italia deve ancora assicurarsi la qualificazione ai Mondiali in Qatar di quest’anno. Le aperture per il bresciano sono arrivate ancora questa mattina, 26 gennaio, dal tecnico azzurro che per lui ha speso parole di grande ottimismo: «In un momento come il nostro in cui abbiamo così tante defezioni, Mario può essere un’opportunità». L’occasione è la convocazione di Balotelli per lo stage a Coverciano fino al 28 gennaio. Una chiamata che ha sorpreso tanti, compreso l’attaccante dei turchi dell’Adana Demirspor dove ad allenarlo c’è Vincenzo Montella. Balotelli non ha mai abbandonato l’idea di tornare in azzurro, certo il tempo per essere giudicato è poco, con un paio di giorni utili per due allenamenti e una partitella. Ma almeno la fiducia di Mancini non gli manca: «Le nostre porte sono sempre aperte. Se Mario è la mia carta della disperazione? No, se la disperazione poi è come quella prima degli Europei, allora va bene. Ma questa non è una situazione del genere».


E per lui Mancini non lesina complimenti: «A livello tecnico è sempre stato bravo, non si discute, bisogna capire come sta fisicamente. Poi si deve integrare in un gruppo che ha lavorato benissimo. Ma non è solo il suo caso. Ci sono anche gli altri nuovi. Due giorni sono importanti per le valutazioni». A spingere Mancini e il suo staff a chiamare Balotelli ci sarebbe stata soprattutto la voglia di tastare le sue condizioni, insomma: «eravamo curiosi di vederlo dopo tanto tempo, ma va valutato. Penso sia felice di essere qua. Vediamo se ci potrà dare una mano». Chissà che almeno sul piano della maturità, Supermario abbia ritrovato un equilibrio. Un segnale lo indica già Mancini. «Che cosa mi ha promesso? Assolutamente nulla».


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