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Perché Flavio Briatore è stato assolto per lo yacht: «15 milioni di euro persi per sempre»

Il Force Blue è stato sequestrato nel maggio 2010. Un anno fa è stato venduto all’asta per 7,5 milioni di euro: il suo valore di mercato era di 20 milioni di euro

63 metri, tre piani, 200 mila euro per affittarlo per una settimana. Il Force Blue è il 78° yacth più lungo del mondo. Apparteneva a Flavio Briatore, almeno fino al maggio del 2010 quando 18 agenti della Guardia di Finanza si presentarono mentre era ormeggiato vicino a La Spezia per sequestrarlo. A bordo c’erano Elisabetta Gregoraci e il figlio Nathan Falco. Dopo un considerevole numero di giudizi, ora la magistratura italiana ha riconosciuto che quel sequestro non era necessario. La corte di appello di Genova ha stabilito che «il fatto non costituisce reato». Lo yacht dovrebbe essere restituito a Briatore ma al momento non c’è nessuna possibilità di rivederlo, visto che è stato venduto un anno fa per 7,5 milioni di euro contro un valore di mercato di circa 20 milioni di euro. Ad aggiudicarselo una vecchia conosce di Briatore: Bernie Ecclestone, ex patron della Formula 1.


La sentenza dopo 12 anni

ANSA | Il Force Blue ormeggiato al porto di Brindisi

La decisione è arrivata dopo sei gradi di giudizio e 12 anni di tribunali ma al momento l’Avvocatura di Stato potrebbe ancora impugnare la sentenza. Le prime accuse erano di frode fiscale: l’ipotesi degli inquirenti era che Briatore avesse simulato un’attività di charter per pagare meno tasse sul Force Blue, la cui proprietà faceva capo a una società con sede nelle Isole Vergini Britanniche. In breve, secondo la Guardia di Finanza Briatore avrebbe acquistato lo yacht per sè ma avrebbe finto che fosse un investimento da sfruttare per affittarlo ad altri clienti, esattamente come fosse un hotel. Ora Briatore avrà diritto ai 7,5 milioni di euro di ristoro ma non è detto che riesca a recuperare la differenza rispetto al valore di mercato.


La risposta di Briatore: «I pm vogliono solo condannarti»

Questa mattina si trovano parecchie interviste rilasciate dall’imprenditore italiano a diversi giornali. Tutte più o meno con lo stesso tono. «Per fortuna è finita così ma è stata durissima. Sono stato sputtanato a livello mondiale, additato come evasore, mi hanno condannato prima del tempo, oggetto di invidia sociale, ho subito danni economici», confida al Corriere della Sera. In tutte le sue dichiarazioni non mancano le accuse ai pm: «I pm in Italia non cercano la verità: ti vogliono condannare e basta. E più sei famoso e più ti vogliono condannare. Siamo sinceri: questo per il tribunale di Genova era il processo del secolo. Quando gli ricapita! Ci hanno campato dodici anni», dice a Repubblica. Secco l’attacco alla politica: «L’Italia è un Paese che odia chi ha successo. Perché è un Paese in mano alla politica, di cui la magistratura è parte, e la politica ci vuole tutti uguali, possibilmente col reddito di cittadinanza o al massimo un impiego statale, zitti e muti mentre loro, i politici fanno di tutto». Infine, sulla possibile causa allo Stato: «Prendo il ristoro, cioè mi danno i 7,5 milioni della vendita. Ma i 15 milioni di differenza col valore reale del Force Blue sono persi per sempre».

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