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Polemica sulla circolare del ministero dell’Istruzione che paragona la Shoah alle Foibe, l’Anpi: «È aberrante»

Piovono critiche sul capo dipartimento di viale Trastevere. Il testo spiega come diversi massacri e genocidi del ‘900 avessero come obiettivo l’annientamento di una «categoria» umana

Alcuni giornali e social si stanno rivoltando contro il capo dipartimento del ministero dell’Istruzione, Stefano Versari, reo secondo alcuni di aver accostato il genocidio degli ebrei a quello degli Armeni e di altri popoli e comunità nel ‘900. Nella circolare firmata dal dipendente di Viale Trastevere per la commemorazione del massacro delle foibe, si legge: «Il Giorno del ricordo e la conoscenza di quanto accaduto possono aiutare a comprendere che, in quel caso, la “categoria” umana che si voleva piegare e culturalmente nullificare era quella italiana. Poco tempo prima era accaduto, su scala europea, alla “categoria” degli ebrei». A questo punto Versari restituisce le diverse proporzioni degli accadimenti storici. La Shoah è avvenuta «con un’atroce volontà di annientamento, mai sperimentata prima nella storia dell’umanità». E poi continua con l’elenco di altri genocidi e stragi. «Pochi decenni prima ancora era toccato alla “categoria” degli Armeni. E poi? Sempre vicino a noi, negli anni novanta, vittima è stata la “categoria” dei musulmani di Srebrenica». Versari conclude il paragrafo concentrandosi sul fulcro della circolare: «Allo sconvolgimento e all’empatia per le vittime deve dunque associarsi il tentativo di riflettere sugli effetti della riduzione etica delle persone umane a “categorie, perciò dis-umanizzate».


Non è bastata la divulgazione del testo integrale e del chiaro intento del documento per risparmiare il capo dipartimento dalle accuse. Il presidente nazionale di Anpi, Gianfranco Pagliarulo, usa termini forti: «Chiediamo urgenti lumi al ministro dell’Istruzione su questa comparazione che consideriamo storicamente aberrante e inaccettabile». Stessa linea quella di Roberto Cenati, dell’Anpi Milano: «La Shoah ha una sua unicità per il coinvolgimento della popolazione tedesca nel suo complesso. Fu uno sterminio pianificato su una popolazione inerme e senza colpa, così la si banalizza accostandola ad altri fenomeni pur tragici, prodotti della guerra scatenata dai nazifascisti». Anche dal mondo politico sono arrivate delle critiche aspre. «Un’operazione cinica e strumentale che non c’entra nulla con il rispetto del dolore e con la verità storica – dichiara Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana -. Se poi ci si mettono pure i burocrati del ministero dell’Istruzione a fare paragoni assurdi  e ad equiparare l’Olocausto con la tragedia delle Foibe, significa che si è superato ogni limite nella banalità. A questo punto, forse l’esame di maturità dovrebbero farlo i collaboratori del ministro Bianchi e non i 18enni del nostro Paese».


Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, sollecitato a prendere una posizione nei confronti della circolare partita dal suo dicastero, ha fatto un giro di telefonate chiarificatorie. Ha chiamato la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, e al presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo. Poi, in una nota, dichiara: «Ogni dramma ha la sua unicità, va ricordato nella sua specificità e non va confrontato con altri, con il rischio di generare altro dolore».

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