Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Bambina ucraina tenta di fermare i soldati russi? No, video datato di un’attivista palestinese

Il video di un’attivista palestinese viene spacciato come attuale e relativo all’invasione russa in Ucraina

Circola un video dove si sostiene che una bambina ucraina affronti e tenti di fermare un soldato russo. Condiviso via TikTok con un’associazione all’attuale invasione russa in Ucraina, in realtà il contesto è un altro. Non è la prima volta che accade qualcosa di questo genere, sull’attuale conflitto sono diversi i casi simili riscontrati da Open Fact-checking (qui, qui e qui).

Per chi ha fretta

  • Il video viene spacciato come attuale e come simbolo della resistenza ucraina contro l’invasione russa.
  • La bambina protagonista del video indossa una maglietta senza maniche, ma in Ucraina è pieno inverno.
  • Si tratta di un vecchio video ripreso in Palestina, la bambina è una nota attivista palestinese.

Analisi

Ecco un esempio, un articolo pubblicato dal sito Techgeneration.it dal titolo «Bambina tenta di fermare i soldati russi: la scena straziante (VIDEO)».

Il sito trae spunto da un video pubblicato su TikTok che riporta il seguente testo: «Little girl try to stop – Pray for Ukraine».

Si tratta di una bambina palestinese

Il primo elemento che non viene considerato dagli autori dell’articolo, ma anche dai diffusori del video, è in Ucraina è pieno inverno e la bambina indossa una maglietta senza maniche. Possiamo osservarlo chiaramente nel video pubblicato dal canale Youtube Samer Nazzal in data 2 novembre 2012.

Secondo quanto riportato nella descrizione del video, la bambina sarebbe l’attivista palestinese Ahed Al Tamimi, nata il 31 gennaio 2001 e attualmente 21enne, già protagonista di altre scene simili nel corso degli anni.

Conclusioni

La bambina nel video non è affatto una giovane ucraina mentre affronta un soldato russo durante l’invasione in Ucraina. Si tratta di un vecchio video che ritrae una giovane attivista palestinese.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

Leggi anche: