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Cingolani: «Sostituiremo il gas russo, nessun problema per arrivare all’estate»

Cingolani spiega che «un terzo dell’energia consumata in Italia è elettricità e di questo terzo, il 60% circa è prodotto dal gas. Che poi soddisfa anche altri bisogni nel Paese»

Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani dice oggi in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera che sarà il tetto europeo al prezzo a fermare la corsa del gas. «L’Italia paga l’esserci appiattiti su questo fornitore che ci dà oltre il 40% del nostro gas, anche se fino a poco tempo fa è stato affidabile — dice —. Non è stato un buon approccio, a maggior ragione perché il nostro energy mix è piuttosto povero. Sostanzialmente dipendiamo dal gas, dunque l’errore è stato doppiamente grave». Cingolani spiega che «un terzo dell’energia consumata in Italia è elettricità e di questo terzo, il 60% circa è prodotto dal gas. Che poi soddisfa anche altri bisogni nel Paese. Serve un piano nazionale di sicurezza energetica per non ritrovarci più nelle condizioni di oggi. Questa guerra ci obbliga ad accelerare dopo anni di distrazione, ideologia, ipocrisia, balle».


Cingolani immagina che «un price cap, un tetto ai prezzi potrebbe aiutare. Andiamo a Bruxelles per parlarne. In tempi di emergenza si può stabilire un prezzo massimo, che sia equo in modo che il fornitore non se ne vada: un prezzo al di sopra del quale gli operatori europei non possono comprare, perché oggi la paura dell’interruzione dei flussi dalla Russia sta generando extra-profitti per Gazprom tutti a nostro danno». E come si esce dalla dipendenza italiana? «Il piano nazionale di sicurezza energetica deve aumentare il numero dei fornitori, staccandoci da quello principale. Con azioni sia immediate che di medio periodo. In queste ultime settimane abbiamo passato nottate a parlare con i governi dei vari Paesi produttori, per risolvere il problema. In primo luogo bisogna arrivare alla fine dell’inverno con gli stoccaggi che abbiamo». Ma per adesso non ci sono emergenze in arrivo: «Abbiamo iniziato l’inverno con l’85% di stoccaggi, ora siamo al 20-25%: più di altri Paesi europei. Se l’inverno non dura in modo innaturale e non ci sono cambiamenti catastrofici nelle forniture, non avremo problemi ad arrivare all’estate».


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