Ultime notizie Formula 1HackerLeonardo Del VecchioMidtermUcraina
ESTERIGoverno DraghiIsraeleItaliaKievNegoziati di paceRussiaUcraina

I punti di Kiev nel negoziato: «Neutralità rafforzata come Israele. Italia tra i garanti? Gliene saremmo grati»

30 Marzo 2022 - 15:55 Giovanni Ruggiero
epa09799173 A handout photo made available by BelTA news agency shows members of Russian delegation (R) and of Ukrainian delegation (L) shaking hands during the Russia-Ukraine ceasefire negotiations, at an undisclosed location in the Brest region, Belarus, 03 March 2022. Russian troops entered Ukraine on 24 February prompting the country's president to declare martial law and triggering a series of severe economic sanctions imposed by Western countries on Russia.  EPA/MAXIM GUCHEK / BelTA  / HANDOUT MANDATORY CREDIT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Il ruolo dei Paesi garanti secondo Kiev è quello di intervenire entro 72 ore in caso di qualsiasi forma di aggressione
Google Preferred Site

Una delle principali proposte che Kiev ha messo sul tavolo nei negoziati di Istanbul è quella di istituire una «neutralità rafforzata», ha spiegato il capo della delegazione negoziale ucraina, David Arakhamia, in un’intervista a Rbc. Lo status prevede il diritto dell’Ucraina di fare affidamento sul proprio esercito e sulle garanzie di sicurezza di altri Paesi. L’esempio fatto da Arakhamia è la Svizzera o Israele: «che hanno un esercito di riserva che può essere mobilitato in gran numero e dare la risposta necessaria in caso di aggressione. Come si suol dire – ha aggiunto il delegato ucraino – confida in Dio, ma su te stesso non puoi sbagliarti». A proposito del ruolo dei Paesi garanti, Arakhamia ha chiarito che devono intervenire: «in automatico in caso di un attacco in qualsiasi forma». Questi Paesi: «devono essere obbligati, dopo consultazioni il cui tetto è di 72 ore, a fornire l’assistenza necessaria, sotto forma di armi e di i intervento delle forze armate o altro». Regole che dovranno essere stabilite con un «vincolo giuridico», quindi con una ratifica da parte dei rispettivi Parlamenti. Chi dovrà diventare un Paese garante dell’Ucraina è questione ancora aperta, ha detto il consigliere di Volodymyr Zelensky, Mikhailo Podolyak: «Tutti possono partecipare. E l’Italia è interessata a parteciparvi. Saremmo molto grati all’Italia se lo facesse. È un trattato che potrebbe costruire una nuova architettura della sicurezza globale». Podolyak si è detto ancora ottimista a proposito di un incontro tra Zelensky e Vladimir Putin, preceduto dalla stipula di un accordo preliminare tra Mosca e Kiev.

Leggi anche: