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Roma, la sede di CasaPound nella lista degli stabili da sgomberare

L’assessore Tobia Zevi: «È per ragioni di ordine pubblico. All’interno vengono propagandati messaggi di inaccettabile intolleranza»

Il quartier generale di CasaPound, il palazzo di proprietà del demanio in via Napoleone III, entra ufficialmente nella lista degli immobili da sgomberare del comune di Roma. L’edificio, occupato il 27 dicembre del 2003 e mai abbandonato, era stato precedentemente inserito nell’elenco degli immobili da sgomberare nel 2019. Ma questo non è mai avvenuto, anche a causa dei pregressi appelli alla funzione abitativa dell’edificio e, negli anni ancora precedenti, per ragioni legate alla proprietà dello stabile, sequestrato nel giugno 2020. Questa volta, però, nella nuova lista approvata dal prefetto Matteo Piantedosi, stilata secondo nuovi criteri di priorità, l’edificio occupato dal movimento di estrema destra rientra tra i primi 10 da sgomberare. «Il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza ha approvato l’elenco degli sgomberi stilato dalla prefettura – ha dichiarato in una nota l’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma, Tobia Zevi -. Su alcuni degli immobili siamo al lavoro da tempo, seguendo il metodo applicato con efficacia dalla Regione in occasione dello sgombero dell’immobile in viale del Caravaggio. Dobbiamo evitare che chi è in difficoltà resti senza casa e lavoreremo per dare un luogo dove vivere a chi ne ha diritto».


Nella nota si legge ancora: «I criteri secondo cui viene stilato l’elenco degli immobili da sgomberare sono molteplici, tra questi: risarcimenti alla proprietà, tutela dell’incolumità delle persone, ripristino di sicurezza o ordine pubblico». E «proprio rispetto a quest’ultimo criterio – si sottolinea – occorre ricordare che all’interno dell’immobile sito in Napoleone III, occupato dal movimento CasaPound, sono state organizzate riunioni e manifestazioni di estrema destra, con la presenza di noti estremisti, nel corso delle quali più volte è stata violata la legge Mancino contro l’istigazione all’odio razziale e sono stati propagandati messaggi di inaccettabile intolleranza. Nella nostra città non c’è posto per tutto questo». Prima dello sgombero effettivo di CasaPound da via Napoleone III bisognerà attendere il censimento degli abitanti del palazzo da parte del I Municipio.


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