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L’ambasciatore cinese a Mosca difende Putin e critica l’Italia: «State gettando benzina sul fuoco». Ecco il report integrale della Farnesina

Il diplomatico della Repubblica popolare: «State attenti: se volete una Russia pericolosa, sappiate che può esserlo molto»

Un incontro che è andato al di là dei soliti “toni felpati” e che avrebbe permesso all’ambasciatore italiano a Mosca, Giorgio Starace, di capire a fondo cosa pensi la Cina della guerra in Ucraina. La Cina, è l’informazione più pesante, pur non avendo «compreso appieno» il senso dell'”operazione speciale” della Russia, non avrebbe alcuna intenzione di aiutare l’Occidente ad uscire dal pantano bellico o di lavorare per un cessate il fuoco che risparmi i civili ucraini. E’ il racconto contenuto nella lettera non classificata, inviata alla Farnesina e che Open ha scelto di pubblicare integralmente, l’ambasciatore italiano Starace racconta di aver incontrato il suo omologo, Zhang Hanui, già vice ministro degli Esteri della Repubblica popolare e in passato ambasciatore proprio in Ucraina. Stando al racconto, anche questo privo di retorica e molto diretto, dello stesso Starace, Hanui sarebbe andato dritto al punto:


Si è lanciato in una appassionata difesa dell'”operazione militare speciale lanciata dalla Russia, a suo avviso giustificata dal costante allargamento della NATO ad est, dall’aver ignorato le “legittime” esigenze di sicurezza di Mosca, dagli intensi programmi di riarmo lanciati da Kiev con il sostegno dell’Occidente (“stavano lavorando alla costruzione di missili con gittata di 2000 Km, per non parlare dei 26 laboratori chimici americani trovati in territorio ucraino”) e dalle “atrocità ” commesse dagli ucraini in Donbass dal 2014 (“hanno ucciso piu’ di 15 mila civili”).


Secondo Starace, Hanui avrebbe mostrato giudizi molto critici nei confronti degli Usa, «hanno provocato questo conflitto per indebolire Putin e distruggere le relazioni tra UE e Russia», avrebbe detto e dell’Europa, «Da lui considerata priva di autonomia, poco lungimirante e incapace di difendere persino i propri interessi basilari”: «Chiedete aiuto alla Cina per spegnere questo fuoco. Non è giusto e non è neanche nei nostri interessi. L’Ucraina è molto lontana da noi. D’altra parte, ha continuato, un cessate il fuoco sarà possibile solo dopo che le parti avranno raggiunto un accordo di pace “in autonomia”». E il doppio avvertimento:

“State attenti: se volete una Russia pericolosa, sappiate che può esserlo molto”.

[…] “La Cina e una grande potenza economica ma anche militare e non è più disposta a tollerare né l’egemonia mondiale americana né le continue
ingerenze occidentali nei propri affari interni”.

Starace, che nelle scorse settimane era stato criticato per aver frenato l’addio delle aziende italiane alla Russia, sembra molto colpito dalla «determinatezza con cui l’Amb. Hanhui ha più volte richiamato la crescente forza militare della Cina (“in soli 4 anni siamo in grado di costruire una flotta grande quanto quella britannica”), sottolineando come “negli ultimi 30 anni la Cina è cresciuta così tanto solo grazie al sudore e alla fatica dei cinesi, senza cercare scorciatoie militari”»: «Abbiamo la seconda economia mondiale e un esercito sempre più forte per cui pretendiamo di essere trattati con il rispetto che meritiamo e non abbiamo alcuna intenzione di continuare ad accettare soprusi che vengano dall’esterno».

Tra le righe, però, dice Starace, Hanui una critica alla Russia l’avrebbe fatta:

“Io credo che il suo passaggio sulle “scorciatoie militari sia illuminante e probabilmente contenga una velata critica all’operazione militare speciale, che la Cina non ha forse mai compreso appieno”.

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