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Von der Leyen al Parlamento Ue: «Tagliamo introiti di Mosca da gas e petrolio. La Cina prenda posizione» – Il video

06 Aprile 2022 - 09:59 Redazione
epa09871745 European Commission President Ursula von der Leyen answers questions during a Question Time on what the Commission has achieved in the past two years and on the implementation of its political priorities at the European Parliament in Strasbourg, France, 05 April 2022.  EPA/RONALD WITTEK
Per il presidente del Consiglio Ue Charles Michel, intervenuto anche lui alla plenaria del Parlamento europeo, i russi stanno compiendo «crimini di guerra»
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«Questa non è un’operazione speciale. Questi sono crimini di guerra. E noi non gireremo le spalle. Faremo tutto, tutto ciò che possiamo per assicurare i colpevoli alla giustizia internazionale». A parlare è il presidente del Consiglio Ue Charles Michel alla plenaria del Parlamento europeo di oggi 6 aprile. Poco prima, in un tweet, aveva annunciato che il nuovo pacchetto dell’Ue include anche «un divieto sulle importazioni di carbone». «E penso che prima o poi saranno necessarie anche misure sul petrolio, e persino sul gas», aveva aggiunto. L’obiettivo, dunque, resta quello di «inasprire le sanzioni per mantenere la massima pressione sul Cremlino». A seguire l’intervento della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen secondo cui queste «non saranno le ultime sanzioni. Dobbiamo pensare al petrolio e dobbiamo pensare a un sistema bancario che limiti davvero gli introiti derivanti dai carburanti fossili per la Russia». Infine von der Leyen ha lanciato un messaggio forte e chiaro alla Cina: «Nessuno può essere neutrale, la Cina ha una responsabilità e deve prendere assolutamente una posizione chiara».

Per l’Alto Rappresentante per la Politica Estera, Josep Borrell, «bisogna porre fine a un livello di de-responsabilizzazione degli europei rispetto al problema della difesa ma sarebbe un grave errore se tutti gli Stati membri aumentassero proporzionalmente le loro spese nella difesa rispetto a quelle attuali perché rischiamo di moltiplicare gli attuali doppioni tenendo le stesse lacune. Occorre un approccio coordinato per ottimizzare le risorse dei contribuenti». «Ci vogliono meno applausi e più aiuti, più armi […] Abbiamo dato un miliardo di euro all’Ucraina, può sembrare tanto ma è quello che paghiamo ogni giorno a Putin per l’energia. Da quando è iniziata la guerra gli abbiamo dato 35 miliardi di euro», ha concluso.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/EPA/KENZO TRIBOUILLARD

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