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Putin all’Ue: «Ora non è possibile sostituire il gas russo in Europa. Ogni attacco fa salire i prezzi»

Secondo il presidente russo, quelli che definisce ancora «partner europei» non hanno alternative valide alle forniture energetiche di Mosca. E si concede anche una provocazione: «l’Europa è pronta ad abbandonare l’energia verde per affidarsi all’energia fossile»

Mentre l’Europa si organizza in ordine sparso per sostituire il gas russo, Vladimir Putin prova a frenare gli entusiasmi. «Adesso non c’è possibilità di sostituire il gas russo in Europa», ha detto secondo quanto riportato dall’agenzia russa Interfax. «Gli attacchi dei partner europei sul rifiuto delle forniture destabilizzano la situazione e fanno salire i prezzi», ha aggiunto», ha poi minacciato. «I Paesi dell’Unione europea – ha detto secondo la Tass – stanno ulteriormente destabilizzando il mercato dell’energia e aumentando i prezzi per i loro cittadini, con la motivazione di volere abbandonare le risorse energetiche della Russia». Lo scorso 31 marzo, Mosca ha deciso di firmare un decreto che obbliga i cosiddetti Paesi ostili a pagare le forniture di gas in rubli. Putin ha oggi definito la scelta «un obiettivo strategico per rafforzare il commercio con partner più affidabili».


Verso nuovi gasdotti dalla Siberia

Il presidente russo ha chiesto al suo governo di reindirizzare l’export di energia dai Paesi occidentali e dall’Europa all’Asia e in generale verso il Sud e l’Est, e di preparare le infrastrutture per renderlo possibile. «Dobbiamo garantire la costruzione di nuovi oleodotti e gasdotti dai giacimenti della Siberia occidentale e orientale», ha detto. Secondo la Tass, una prospettiva futura servirà anche «preparare insieme alle compagnie petrolifere e del gas il piano di espansione delle infrastrutture di esportazione verso l’Africa, l’America Latina e l’Asia-Pacifico».


Immagine di copertina: EPA/MIKHAIL KLIMENTYEV

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