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La Bbc e il caso di Marianna: «Così una foto è stata usata per diffondere bugie sulla guerra in Ucraina»

Lo scatto mentre scappa dall’ospedale di Mariupol colpito dai russi ha fatto finire l’influencer sotto il fuoco di fila di entrambe le fazioni. A prendersela con lei non soltanto russi, ma anche ucraini

Il caso dell’influencer Marianna Vishegirskaya e del bombardamento dell’ospedale di Mariupol è stato già raccontato da Open come un esempio di come funziona la propaganda russa. La sua foto in fuga incinta è diventata una delle immagini iconiche della guerra in Ucraina e proprio per questo è stata presa di mira da una campagna di disinformazione che ha coinvolto non solo i media o i social network ma persino le ambasciate. Oggi, dopo aver dato alla luce sua figlia Veronika, Marianna ha parlato per la prima volta con la Bbc della vicenda che l’ha coinvolta.


Storia di un’immagine

Tutto comincia con la storia di una foto. È quella che i reporter dell’Afp le hanno scattato mentre scende le scale dell’ospedale di Mariupol. La diffusione virale di quello scatto ha scatenato le accuse di una “messa in scena”, nella quale Marianna è stata accusata di essere un’attrice che interpretava una parte. Poi persino di aver interpretato un’altra donna ferita su una barella, che è poi morta per le ferite riportate. Il suo account Instagram è stato inondato di messaggi accusatori e minacciosi. Che le sono arrivati addosso sia da russi che da ucraini. Ma nel colloquio con Marianna Spring si astiene dal criticare i politici e i funzionari russi che hanno diffuso false informazioni su di lei. Se la prende invece con l’Associated Press, che accusa di non aver intervistato o fotografato altre donne incinte che avrebbero potuto confermare l’attacco.


Questo, secondo lei, ha contribuito a dare l’impressione che l’attacco fosse una messa in scena. Dopo la nascita della bambina Marianna e il suo compagno Yuri hanno cercato disperatamente di scappare da Mariupol. All’inizio di aprile sono arrivati nel Donbass. E lì lei è stata intervistata da Denis Seleznev, un blogger sostenitore delle repubbliche separatiste sostenute dalla Russia. Le frasi che ha detto nel colloquio sono state poi rimaneggiate dai media russi per sostenere la tesi del complotto. Oggi invece conferma che l’ospedale in cui era ricoverata (il numero 3 di Mariupol) curava lei e altre pazienti. In più, al contrario di quello che ha affermato Mosca parlando addirittura di una struttura militare del Battaglione Azov, Marianna dice che non c’erano militari ucraini nell’edificio in cui si trovava lei. Ce n’erano nell’unità di oncologia, ma non è chiaro se avessero una base o no.

L’attacco aereo e il bombardamento

Tra le frasi estrapolate dall’intervista di Marianna al blogger ce ne sono alcune che sono state utilizzate per far credere che le esplosioni all’ospedale siano state causate da un bombardamento degli ucraini e non da un attacco aereo dei russi. Marianna sostiene: «Il tipico suono che fa un aereo quando vola sopra la tua testa è impossibile da confondere, io non l’ho sentito». I giornalisti di Afp hanno invece documentato che a Mariupol c’è stato un attacco aereo. Tra gli scatti ce n’è uno che mostra un enorme cratere: secondo gli esperti l’unica causa è un attacco aereo. «Ho visto il video del cratere», dice oggi Marianna, «ma non posso dare la colpa a nessuno perché non ho visto da dove provenissero le esplosioni». In queste settimane Marianna è stata accusata di essere un’attrice o di mentire sull’attacco aereo. Con alcune amiche russe ha rotto i rapporti perché credevano a quello che sosteneva Mosca su di lei. Intanto lei è tornata ad aggiornare i suoi profili social e in un post ha raccontato la vita di tutti i giorni di una neomamma. Ma ritrovarsi al centro di una battaglia informativa ha cambiato per sempre la sua vita.

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