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«L’aggressione con l’acido a Napoli? Sono stata io»: la confessione della zia di Elena e Federica

La ragazza ha 22 anni. L’obiettivo era la sorella più grande. Tra i moventi possibili quello sentimentale e la pista degli abusi sessuali

Una ragazza di 22 anni, zia di Elena e Federica, si è costituita e ha confessato di aver aggredito le due ragazze di 24 e 17 anni con l’acido. Era già stata lungamente interrogata nel pomeriggio di ieri dalla squadra mobile di Napoli. Il Mattino scrive oggi che si chiama Francesca e il reato che la pubblica ministera Giulia D’Alessandro le contesta è quello di deformazione dell’aspetto di una persona mediante lesioni permanenti al viso. La pena prevista va da otto a quattordici anni di carcere. Tra l’8 e il 10 maggio l’automobile di Elena, una Smart, era stata incendiata in un episodio che potrebbe essere collegato ai fatti. Sul movente però per ora non c’è certezza.


Il movente della faida

Ieri infatti si era parlato di un litigio tra giovani alla base di tutto. Lo testimonierebbero i tanti status su Facebook della maggiore delle due sorelle, in cui lei rimarcava la correttezza della propria condotta. Ma riguardo cosa? Secondo Il Mattino tra i moventi possibili c’è una storia di abusi sessuali consumati in passato. Il Corriere della Sera parla invece di una faida familiare e di uno scontro tra parenti stretti poi sfociato nell’aggressione di qualche giorno fa. L’obiettivo del raid era comunque soltanto la maggiore delle due sorelle: l’altra è stata colpita per sbaglio. E gli inquirenti sono a caccia degli altri coinvolti nella spedizione punitiva. Secondo la testimonianza di Elena e Federica erano in tutto sei, tre uomini e tre donne, e si trovavano su alcuni scooter.


Ieri gli inquirenti hanno passato al setaccio i profili social delle persone coinvolte nell’aggressione che ha costretto le due giovani, una delle quali madre di una bimba, a ricorrere all’intervento dei sanitari del reparto “Grandi ustioni” dell’ospedale Cardarelli. Sono state ascoltate anche parecchie persone (molte delle quali familiari e parenti delle vittime) ritenute dagli investigatori a conoscenza dei fatti e che hanno risposto alle domande del pm negli uffici della Questura. Le attività sui social di una delle due ragazze si sono interrotte domenica scorsa, intorno alla mezzanotte, circa un’ora prima dell’aggressione. L’ultimo post, delle 23.58, è stato pubblicato per commentare una sorta di proverbio – «Peggio della bugia che ha le gambe corte, c’è l’invidia che ha la lingua lunga» – con una frase costellata da emoticon. Seguita da un’altra: «Lingua lunga ma di bugie… precisiamo». Un’ora dopo è scattata l’aggressione.

I post sui social network

Un altro post che risale a domenica sembra essere attinente all’accaduto e fare riferimento invece a questioni sentimentali: «Sputano veleno perke c’è tanta m… nella loro vita». Le due sono state ricoverate al Caldarelli in codice rosso e con bruciature. L’acido non ha provocato erosioni profonde e le ferite dovrebbero rimarginarsi completamente senza lasciare cicatrici.  Intanto è caccia agli altri responsabili. In Procura sono pronti a muoversi dopo aver acquisito le immagini delle telecamere in zona. Che potrebbero aver ritratto gli aggressori. Secondo quanto sostiene l’agenzia di stampa Agi alla base del gesto ci sarebbero profondi contrasti in ambito familiare e una storia sentimentale complicata. Il nonno di Elena e Federica ha avuto una figlia dalla prima moglie e due, tra cui Francesca, da un’altra donna. Anni fa sono nati dei contrasti interni alla famiglia allargata. Le due sorelle vittime del lancio di acido avrebbero picchiato in un’occasione in strada la zia Francesca che avrebbe deciso di vendicarsi così.

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