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Putin scrive a Mattarella per congratularsi per la Festa della Repubblica. Ma dal Quirinale non arriverà risposta: «Non lo si è mai fatto per nessuno»

L’ambasciatore russo in Italia Razov sul mancato invito da parte del Quirinale alle celebrazioni del 2 giugno: «Niente da fare, la politica è politica»

Non è gelo, ma «prassi». Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio al Quirinale, congratulandosi con il capo dello Stato Sergio Mattarella per la Festa della Repubblica. Ma dal Quirinale non arriverà nessuna risposta al presidente russo perché, come spiegano fonti dell’ufficio stampa del Quirinale, «si tratta di uno dei tanti messaggi scritti che arrivano ogni anno per la Festa della Repubblica dai capi di Stato stranieri, e non è prassi rispondere a questo tipo messaggi: non lo si fa e non si è mai fatto per nessuno». Una celebrazione, quella di quest’anno, che dopo due anni di pandemia di Coronavirus, è tornata al tradizionale cerimoniale, con l’omaggio del capo dello Stato al Milite ignoto, il sorvolo delle frecce tricolore e poi la parata militare in via dei Fori Imperiali.


A differenza delle celebrazioni pre-pandemia, però, non sono invitati gli ambasciatori della Russia e della Bielorussia, sulla scia della decisione assunta a livello europeo a inizio maggio, che prevede che durante le celebrazioni delle feste nazionali, non vengano invitati i rappresentati diplomatici dei due Paesi. Insomma, una decisione netta e chiara di porsi a fianco dell’Ucraina e difendere l’euroatlantismo contro la guerra scatenata da Mosca, e che oggi è arrivata ormai al 100esimo giorno. E l’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, commentando il mancato invito da parte del Quirinale alle celebrazioni, in un’intervista a LaPresse, ha dichiarato: «In tutti questi anni io e mia moglie abbiamo assistito con grande piacere al solenne ricevimento del Presidente della Repubblica Italiana in occasione della Festa Nazionale con esibizioni di eccellenti gruppi musicali. Niente da fare, la politica è politica».


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