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Elena Del Pozzo, il pm: «Uccisa con un coltello da cucina». L’ipotesi sulla gelosia della madre dietro l’omicidio della bimba

Secondo una prima analisi medica, sul corpo della bambina sono state trovate «molteplici ferite da armi da punta e taglio»

La procura di Catania ha diffuso una nota in cui vengono ricostruite le prime ipotesi sul movente che ha portato Martina Patti a uccidere la figlia Elena Del Pozzo. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Elena potrebbe essere stata uccisa «per via di una forma di gelosia nei confronti dell’attuale compagna dell’ex convivente». Nello specifico non tollerava che alla donna «si affezionasse anche la propria figlia». Al momento Patti è stata fermata per omicidio premeditato e pluriaggravato. Secondo una prima perizia medico-legale, sul corpo della bambina sono state trovate «molteplici ferite da armi da punta e taglio alla regione cervicale e intrascapolare». Sempre secondo la procura, la donna avrebbe portato avanti tutto l’omicidio da sola. Dopo l’omicidio il corpo della bambina è stato messo dentro a un sacco della spazzatura per poi essere coperto con della terra in un campo vicino a casa.


Secondo la procura la storia del rapimento con cui Martina Patti si è presentata davanti alle autorità non è mai stata credibile: «Le prime risultanze investigative hanno consentito di accertare la mancata corrispondenza al vero del fatto denunciato, attesa l’assenza di gruppi ‘armati’ in via Piave nelle fasce orarie indicate». Patti aveva provato a ricondurre il movente del rapimento a un caso di rapina in cui era stato coinvolto il padre di Elena, Alessandro Del Pozzo. Un caso da cui era stato assolto nel settembre del 2021 per «non aver commesso il fatto». Il comandante dei carabinieri di Catania Piercarmine Sica ha anche spiegato la situazione famigliare in cui è cresciuta Elena: «È il quadro di una famiglia non felice, in cui la gioia della figlia non ha compattato la coppia». Nessun altro però avrebbe partecipato all’omicidio. Martina Patti ha confessato tutto nelle prime ore della mattina, quando i carabinieri stavano per cominciare i rilievi nella sua abitazione.


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