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Milano, un uomo precipita dal Palazzo di Giustizia e muore: ipotesi suicidio, indagano i carabinieri

A dare l’allarme sono stati alcuni dipendenti. Il procuratore Viola: «La vittima è una persona estranea all’ambiente giudiziario»

Un uomo è precipitato dal settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano ed è morto. L’impatto sarebbe avvenuto nel cortile interno. L’uomo di 49 anni aveva con sé un tesserino da avvocato. Come accertato dagli inquirenti, aveva uno studio legale nel Milanese ma non esercitava la professione da otto anni. Il 49enne risulta sospeso a tempo indeterminato dall’Albo per il mancato pagamento delle quote. In una tasca aveva anche un biglietto nel quale annunciava il suicidio. Non è ancora chiaro perché si trovasse all’interno del Palazzo, visto che secondo i primi accertamenti non aveva alcuna udienza. Il suicida avrebbe fatto riferimento in quel biglietto a problemi economici e personali. Ad allertare i soccorsi, alcuni dipendenti che stavano lavorando all’interno degli uffici giudiziari. Alcuni testimoni hanno detto di averlo visto precipitare dal bagno delle cancellerie del gip, al settimo piano.


Le indagini

L’area è stata subito transennata e sono avviate delle indagini. A coordinarle il pm di turno, Cristina Roveda. Al Palazzo di Giustizia sono arrivati anche il procuratore generale di Milano, Francesca Nanni, il procuratore Marcello Viola e i procuratori aggiunti Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco. «Si tratta di una persona estranea all’ambiente giudiziario e, al momento, l’ipotesi prevalente è quella del suicidio», ha detto Viola.


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