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Giallo sull’infermiere britannico morto in un carcere dei filorussi in Ucraina, per Mosca era un mercenario «con malattie croniche»

Era stato catturato nell’oblast di Donetsk il 45enne britannico, considerato dalle truppe filorusse uno dei foreign fighters arrivati in Ucraina per aiutare Kiev

Allarme da Londra per Paul Uray, il cittadino britannico che sarebbe morto in carcere dopo essere stato catturato in Ucraina dai separatisti dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk ad aprile 2022. L’uomo era stato accusato da Mosca di essere un mercenario ed era stato catturato assieme a un altro britannico, Dylan Healy, mentre tentavano di entrare nel territorio controllato dalla Russia per salvare una donna e la famiglia bloccati dai combattimenti in corso. Downing Street contesta la versione della Russia, secondo cui Uray sarebbe stato un combattente arruolatosi con le forze ucraine. Secondo Londra, il 45enne era un operatore sanitario, arrivato in missione umanitaria il 25 aprile per aiutare i civili sotto i bombardamenti russi.


I dubbi sulla morte

Le circostanze di come sia morto sono incerte, le ipotesi sono diverse. La versione delle autorità filo-russe è che sia morto a causa di malattie croniche durante la detenzione, mentre Londra pone il dubbio. Il Foreign Office del Regno Unito ha fatto sapere di aver fatto un passo verso il governo russo, specificando di non volersi interfacciare con le autorità della autoproclamata Repubblica di Donetsk poiché non riconosciuta in quanto tale, per raccogliere con urgenza informazioni su Paul Uray. La famiglia è stata contattata dal Ministero degli Esteri inglese, secondo quanto riferisce l’organizzazione no-profit Presidium Network con cui il 45enne risultava legato. La madre, la quale già nei mesi scorsi aveva detto di essere preoccupata per il figlio che avendo il diabete necessita di insulina, si è detta «sconvolta e sotto shock» dopo la morte di Uray.


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