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Google ha cacciato Blake Lemoine: licenziato l’ingegnere convinto che l’intelligenza artificiale è diventata senziente

L’esperto di etica e AI era già stato sospeso a giugno, ma «Blake ha comunque scelto di violare sistematicamente le chiare politiche d’impiego e di sicurezza dei dati, tra cui anche la necessità di salvaguardare le informazioni sui prodotti», ha spiegato Google in una nota

É stato definitivamente licenziato Black Lemoine, l’ingegnere di Google sicuro che il chatbot di Mountain View fosse diventato ormai senziente. Lemoine era già stato sospeso dal suo incarico a metà giugno, proprio per via delle dichiarazioni su LaMDA, il Modello Linguistico per applicazioni di Dialogo, e dopo aver aver discusso della questione con esperti esterni a Google. La cosa non era andata giù all’azienda che alla fine ha deciso di cacciare l’ingegnere, visto che «anche alla luce di un’ampia discussione sul tema, Blake ha comunque scelto di violare sistematicamente le chiare politiche d’impiego e di sicurezza dei dati, tra cui anche la necessità di salvaguardare le informazioni sui prodotti», ha spiegato Google in una nota.


Un avvocato per il bot

Secondo lo stesso l’ingegnere, che a Mountain View si occupava di esaminare le questioni etiche legate all’intelligenza artificiale, era stato proprio LaMDA a chiedergli di ottenere rappresentanza legale. Motivo per il quale Lemoine ha invitato un avvocato a casa sua per spiegargli la situazione. Non è la prima volta che un esperto di etica viene licenziato da Google dopo aver sostenuto che un sistema di intelligenza artificiale ha preso coscienza: la stessa sorte era toccata a Timnit Gebru e Margaret Mitchel, che aveva difeso Gebru nell’avvertire Mountain View che gli utenti potrebbero credere che l’intelligenza artificiale sia senziente.


Lemoine contro la comunità scientifica

Lemoine aveva dichiarato che a suo vedere LaMDA avrebbe l’intelligenza di un bambino di otto anni che «si intende di fisica» e aveva accusato la compagnia: «Google si prepara a licenziare un altro esperto di etica», ha scritto prima della sua sospensione, «per essersi preoccupato troppo di etica. Sono dell’idea che le persone abbiano il diritto di sapere quanto irresponsabile è questo comportamento riguardo uno dei più potenti strumenti di accesso alle informazioni mai inventati». Sebbene il numero di esperti di intelligenza artificiale che crede che questa sia diventando senziente sia in crescita, la maggior parte della comunità scientifica continua a ritenere eccessive dichiarazioni come quelle di Lemoine.

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