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‘Ndrangheta, indagato anche l’ex bandiera della Reggina “Ciccio” Cozza: l’inchiesta sugli affari nell’edilizia e nei supermercati

L’ex calciatore sarebbe coinvolto per i sospetti della procura sulla costruzione di alcuni centri commerciali in Abruzzo. Già arrestate 12 persone e sequestrati beni per 32 milioni di euro

Francesco “Ciccio” Cozza, ex calciatore, allenatore e bandiera della Reggina, è indagato per associazione a delinquere, aggravata dal favoreggiamento alla criminalità organizzata, nell’inchiesta che ha portato a 12 arresti tra diversi imprenditori e un ex consigliere comunale. L’operazione guidata dalla Dda e dalla guardia di finanza di Reggio Calabria, chiamata “Planning“, ha scoperto delle infiltrazioni da parte di alcune famiglie della ‘ndrangheta nel settore edile e nella grande distribuzione alimentare. Per i procuratori Giovanni Bombardieri, Stefano Musolino e Walter Ignazitto si sarebbe costituito una sorta di sodalizio tra alcuni imprenditori e affiliati alla criminalità organizzata con lo scopo di commettere «una pluralità di delitti di trasferimento fraudolenti di valori, riciclaggio e autoriciclaggio».


Cozza, oggi 48enne, sarebbe coinvolto in illeciti che avrebbero riguardo la realizzazione di alcuni centri commerciali in Abruzzo attraverso la società Business Group. In totale sono stati sequestrati beni per un valore di 32 milioni di euro: 27 imprese, di cui una con sede in Slovenia e una in Romania, 31 unità immobiliari e varie quote societarie. Tra le 12 persone arrestate, anche Domenico Giovanni Suraci, l’ex consigliere comunale di Reggio Calabria dettoDominique“, ora in custodia cautelare in carcere. Stessa misura anche per gli imprenditori Francesco Armeni, Andrea Chilà, Domenico Gallo, Giampieri Gangemi, Sergio Gangemi, Fortunato Martino e Antonino Mordà. Ai domiciliari, invece, Gaetano Coppola, Roberto Di Giambattista, Vincenzo Lo Giudice e Giuseppe Antonio Milasi.


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