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Napoli, la procura indaga dopo le accuse di razzismo ai poliziotti del commerciante cinese. La questura insiste: «Nessun insulto» – Il video

La Questura riferisce che il ragazzo si sarebbe rifiutato più volte di fornire i documenti durante le fasi di identificazione. Denunciato per resistenza a pubblico ufficiale

La Procura di Napoli Nord ha aperto un’indagine in merito a quanto accaduto giovedì, 4 agosto, in un negozio di Frattamaggiore (Napoli) in cui il titolare ha denunciato di essere stato aggredito e insultato con epiteti razzisti dalla Polizia. La Questura di Napoli ha dato una versione diversa rispetto al commerciante in questione, Chen Chaohao, 22enne di origine cinese nato e cresciuto in Italia. Secondo quanto riferiscono, il ragazzo si sarebbe rifiutato più volte di fornire i documenti e le proprie generalità durante le fasi di identificazione. Gli agenti lo hanno così portato in commissariato dove è stato identificato e poi denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Quanto successo nasce dalla chiamata di una cliente del negozio, la quale chiama il 112 e riferisce che il personale vuole che paghi un oggetto che suo figlio ha accidentalmente rotto. Le forze dell’ordine arrivano sul posto.


Una telecamera dello shop riprende tutto lo scambio tra Chen e i poliziotti. Il filmato, che mostra gli agenti caricare di forza il ragazzo e le sue conseguenti urla, ha fatto poi il giro del web dopo che il commerciante l’ha pubblicato sulla sua pagina Instagram. Qui aveva denunciato di essere stato vittima di discriminazione e aggressione di stampo razzista. Sull’accaduto si è espresso anche Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde, che ha riferito di aver contattato il 22enne, senza però ricevere risposta. «Nelle ultime 48 ore non ha risposto ai nostri messaggi – spiega – mentre risulta aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli Nord sulle accuse fatte dal giovane e sulla versione dei poliziotti. Noi continueremo a seguire la vicenda con la massima attenzione e chiediamo alla Procura di chiarire la vicenda con la massima celerità».


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