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Grecia, imbarcazione affonda nel mar Egeo: «almeno 50» i migranti diretti in Italia ancora dispersi

Dalle coste turche erano salpati in 80, raccontano i naufraghi. Soccorsi difficili per i forti venti

Sarebbero «almeno 50» i migranti che risultano dispersi a causa del naufragio di un’imbarcazione al largo dell’isola greca di Karpathos, nel mar Egeo. A sostenerlo sono le 29 persone che sono già state portate in salvo dalla guardia costiera greca, che raccontano come in quella barca fossero in 80 al momento della partenza. Afghani, iracheni e iraniani erano salpati dalla città turca di Antlaya ed erano diretti in Italia. Il tratto di mare è tra i più pericolosi del Mediterraneo, soprattutto a causa dei forti venti che, come dichiarato dal portavoce della guardia costiera greca Nikos Kokalas, stanno anche ostacolando le ricerche. «Molti dei naufraghi non indossavano giubbotti di salvataggio», fanno sapere i soccorritori. L’ultimo naufragio in quell’area dell’Egeo risale al 9 giugno scorso, quando 8 persone morirono al largo dell’isola di Mykonos e altre 108 vennero tratte in salvo. Come riporta Ansa, nelle ultime ore Atene avrebbe accusato Ankara di aver chiuso un occhio sulle pratiche dei trafficanti e di aver permesso ai migranti di arrivare in Grecia. Cosa che violerebbe l’accordo siglato nel marzo del 2016 in cui si stabiliva che la Turchia avrebbe fatto maggiori sforzi per limitare l’immigrazione dal suo territorio in cambio di finanziamenti europei.


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