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Minacce di morte a Gratteri su TikTok: messaggi intimidatori durante diretta del pentito Bonaventura

«Campa poco Gratteri, come tutti gli uccellini», uno dei commenti riferiti del procuratore di Catanzaro

«Campa poco Gratteri, come tutti gli uccellini». Questa è solo una delle frasi minacciose nei confronti del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che sono apparse nelle ultime ore su TikTok. Il contesto quello di una diretta del collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, ex boss della ‘Ndrangheta crotonese che ormai da anni si impegna nella sensibilizzazione alla lotta contro le mafie con la sua associazione Sostenitori dei collaboratori e testimoni di giustizia. Sfruttando anche i nuovi canali social, come TikTok, dove oltre al suo profilo personale ha creato la pagina @striscialantimafia, uno spazio di “controinformazione” alla «cultura della mafiosità», dove condivide notizie di attualità, storie di pentiti e appunto pubblica diverse riflessioni in diretta, anche con esperti del tema. Nell’ultimo “live”, alcuni degli utenti collegati hanno approfittato della sezione commenti per rivolgere minacce a Gratteri, figura di spicco nella magistratura antimafia a cui nei mesi scorsi è stata rafforzata la scorta dopo la scoperta di un progetto di attentato nei suoi confronti. La procura di Salerno riceve ogni mese almeno tre segnalazioni di minacce al procuratore, spesso rintracciabili nelle intercettazioni in corso nei procedimenti antimafia, da cui si ricava un certo nervosismo delle cosche per l’aggressione giudiziaria senza precedenti che subiscono nel territorio da quando il magistrato si è insediato a Catanzaro nel 2016.


La reazione di Bonaventura

«Gratteri, dei 200 arrestati domani ne usciranno 180», è un altro dei commenti, in riferimento alla maxi operazione antimafia condotta nei giorni scorsi dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) del capoluogo calabrese a Cosenza. Immediata, comunque, la replica di Bonaventura ai messaggi intimidatori, che ha apostrofato gli autori dei commenti dicendo loro che dovrebbero vergognarsi. Lui stesso riceve numerose minacce durante le sue dirette. Nelle settimane scorse qualcuno gli ha detto che suo padre (Rino Bonaventura, uno dei capi del clan, morto nel 2015) non sarebbe fiero di lui, qualcun altro gli ha intimato: «Se non vuoi essere sciolto nell’acido, evitami».


La solidarietà di Roberto Occhiuto

Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha espresso «solidarietà a Nicola Gratteri per il messaggio minaccioso comparso su TikTok nel corso di una diretta social». «Quei toni carichi di allusioni intimidatorie non scalfiranno la determinazione del magistrato, piuttosto squalificano e connotano nel senso più deteriore chi le ha scritte», ha scritto il governatore su Twitter.

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