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Migranti, ancora vittime nel Mediterraneo: tre donne e tre bambini siriani morti di sete su un barcone

12 Settembre 2022 - 18:21 Redazione
One of the two boats with a total of 415 migrants on board, in Lampedusa, Italy, 09 May 2021. The first wooden boat of 20 meters length, with 325 people on board, was intercepted eight miles off Lampedusa and the second one five miles off the coast and escorted by a security forces patrol boat to Favaloro Pier. On board were 90 migrants of different nationalities, 83 men, 6 women and a newborn baby. ANSA
L'Unhcr, comunicando il ritrovamento, ha ricordato il numero di deceduti e dispersi nel 2022: oltre 1.200
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Un altro tragico ritrovamento nel Mar Mediterraneo. Sei rifugiati sirani – fra cui due bambini di uno e due anni e un adolescente di 12 – sono stati scoperti senza vita a bordo di un barcone. Per l’Unhcr, le sei persone sono morte presumibilmente di fame e di sete. La loro imbarcazione, per giorni alla deriva del Mediterraneo centrale, è stata soccorsa dalla guardia costiera italiana. La notizia arriva pochi giorni dopo la morte di Loujin, l’altra bimba siriana deceduta di sete il 6 settembre scorso tra le braccia della madre su un barcone in mezzo al mare. «Questa inaccettabile perdita di vite umane è dovuta al fatto che il gruppo abbia trascorso diversi giorni alla deriva prima di essere soccorso – dice la rappresentante dell’Unhcr in Italia, Claudia Cardoletti -. Il soccorso in mare è un imperativo umanitario saldamente radicato nel diritto internazionale. Allo stesso tempo – ha aggiunto – è necessario fare di più per ampliare i canali sicuri e regolari e crearne di nuovi per fare in modo che le persone in fuga da guerre e persecuzioni possano trovare sicurezza senza mettere ulteriormente a rischio le loro vite». L’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, che in questo momento sta assistendo altri 26 sopravvissuti sbarcati a Pozzallo, ha ricordato il numero di deceduti e dispersi da inizio anno: sono più di 1.200. «È inaccettabile – ha detto Cardoletti -. Rafforzare il soccorso in mare è l’unico modo per evitare queste tragedie».

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