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Il ritorno in battaglia di Kadyrov, nuove minacce dal leader ceceno: «Presto una sorpresa per i soldati ucraini»

Il leader della Repubblica Cecena: «I nostri soldati, insieme alle forze alleate e alle unità del ministero della Difesa russo, stanno ripulendo il Donbass dalla feccia di Bandera, dai nazisti e dai diavoli nelle aree più importanti»

Le unità d‘élite cecene sono tornate sul campo di battaglia. Ad annunciarlo è stato Ramzan Kadyrov, leader della Repubblica Cecena della Federazione russa e soldato fedelissimo di Vladimir Putin. «Il mio caro fratello, eroe della Russia, deputato della Duma di Stato russa Adam Delimkhanov ha iniziato a svolgere i compiti dell’operazione militare speciale in Ucraina e nella DPR», ha scritto sul suo canale Telegram. E nel pomeriggio, sempre sul proprio canale Telegram, Kadyrov ha lanciato un avvertimento: «I nostri combattenti hanno preparato un’interessante sorpresa per le bande ucraine, che presto diventerà nota: nel frattempo, non svelerò il piano». E il leader della Repubblica Cecena della Federazione russa ha poi aggiunto: «I soldati delle unità speciali della Repubblica cecena assolvono con successo i compiti stabiliti dalla leadership russa sul territorio del Donbass e dell’Ucraina. I nostri soldati, insieme alle forze alleate e alle unità del ministero della Difesa russo, stanno ripulendo il Donbass dalla feccia di Bandera, dai nazisti e dai diavoli nelle aree più importanti».


Kadyrov, in precedenza, aveva già criticato le operazioni condotte dai militari russi: «Hanno commesso degli errori, aveva detto nello stesso canale social, Se non cambiano strategia, sarò costretto a contattare i vertici del ministero della Difesa e la leadership del Paese». Delimkhanov è a capo delle unità cecene che, come riporta Tass, sono tornate nella zona di guerra dopo la vacanza che si sono presi all’indomani delle conquiste di Mariupol, Severodonetsk, Lisichansk e Popasna. Le forze cecene sono state spesso usate in passato anche per controllare l’operato dei militari russi e bloccare eventuali disertori. Era successo, ad esempio, lo scorso aprile a Pologovsky quando tre soldati di Mosca sono stati giustiziati da una truppa cecena perché avevano deciso di smettere di combattere. Come scrive Kadyrov: «In precedenza, vi ho sempre detto di aspettare buone notizie e dopo le mie parole le avete sempre avute. Quindi, ora, siate pazienti e aspettatevi grandi risultati dai nostri combattenti in prima linea. Arriveranno sicuramente!».


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