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Brescia,12enne spara a un uomo: condannato a 13 anni lo zio che gli diede la pistola

Era successo il 2 aprile del 2021. Ad essere colpito fu Manuel Poffa, rivale in amore dell’uomo

È stato condannato a 13 anni e sei mesi Antonio Di Sanzo, il 28enne che ad aprile del 2021 aveva dato una pistola al suo nipote di 12 anni chiedendogli di sparare al 31enne Manuel Poffa, suo rivale in amore. Il fatto era accaduto a Montichiari, in provincia di Brescia. Il giovane è stato considerato non imputabile per la sua giovane età. Di Sanzo è stato ritenuto mandante dell’azione del nipote ed è stato condannato per tentato omicidio. Per lui, il sostituto procuratore di Brescia aveva chiesto una condanna a 10 anni.


L’ammissione del ragazzo

Il 12enne aveva ammesso davanti al pubblico ministero e al Tribunale dei minori, che lo ha prosciolto, di aver sparato svelando anche altri dettagli di quella sera. Poi, però, chiamato a deporre la testimonianza in Tribunale, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tuttavia, le indagini hanno portato alla scoperta di altri proiettili compatibili con quello esploso e, cercando tra le chat del ragazzo, sono emersi alcuni messaggi con la fidanzata alla quale diceva che stava per fare qualcosa che gli avrebbe cambiato la vita.


Il racconto della vittima

Ad aggravare la sua situazione anche il racconto della vittima stessa. Era la sera del 2 aprile 2021 e Poffa quel giorno aveva incontrato Di Sanzo. Con una scusa, il 28enne lo aveva convinto ad aspettarlo al parco di Montichiari, in provincia di Brescia, da solo. A quel punto sarebbe arrivato il dodicenne in bicicletta: «È spuntato alle mie spalle, ho sentito che ha caricato una pistola, mi sono girato e l’ho visto sparare, fermo contro il marciapiede, con il braccio teso verso di me». Il proiettile lo ha colpito in pieno, senza centrare il cuore per pochi millimetri.

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