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L’inesistente modulo di iscrizione a scuola che discrimina i bambini No vax

Tutto nasce da una pagina Facebook di un Comune inesistente, ma l’immagine del modulo è stata modificata permettendo una nuova condivisione della bufala

Circola online un documento per l’iscrizione degli studenti dove vengono fatte alcune richieste quali il sesso e lo stato di vaccinazione. Ciò che risulta strano, e che indigna gli utenti online, è la presenza dell’opzione «in via di definizione» per quanto riguarda la sessualità e l’iscrizione dello studente in una delle due classi disponibili, una dedicata esclusivamente ai vaccinati e l’altra ai No vax e stranieri. Si tratta di una bufala che circola da tempo, modificata in modo tale da non sembrare riconoscibile.

Per chi ha fretta

  • Il modulo che circola online e che viene ampiamente criticato è stato appositamente oscurato in modo tale da non rendere rintracciabile l’Istituto e il Comune di riferimento.
  • Il modulo presenta lo stesso testo di una bufala diffusa nel 2021 da una pagina Facebook di un comune inesistente, una sorta di “Comune di Bugliano”.

Analisi

Ecco uno dei post dove viene commentata l’immagine diffusa sui social:

Richiesta iscrizione alunni con tanto di sesso “in via di definizione”…. E se ha il ciclo completo di vaccino. Fanculo Italia. Che schifo. Lasciate in pace i bambini.

Riscontriamo altri post Facebook che riprendono un testo dal canale Telegram Nessunnesso:

NOTIZIE DAL MONDO:
ITALIA

LA NORMALIZZAZIONE DELLA DISTOPIA E DISCRIMINAZIONE.

QIESTO CHE VEDETE È IL MODULO PER LA RICHIESTA DI ISCRIZIONE NELLA PRIMA CLASSE ALLE SCUOLA PRIMARIA ” PIERPAOLO PASOLINI”( LOCALITÀ IGNOTA)

VI FISSIAMO ALCUNI PUNTI
RELATIVI ALLA FOLLIA TRANSGEDERISTA E TOTALIZZANTE:
A)RICHIESTA DEL SESSO:
1 MASCHILE, 2FEMMINILE
3 IN VIA DI DEFINIZIONE

DAI 6 AGLI 11 ANNI

B) STATUS VACCINALE:

1- CICLO COMPLETO
2- PRIMA DOSE
3- NON VACCINATO

C) RICHIESTA CLASSE DI COLLOCAMENTO:
1- SOLO ALUNNI VACCINATI
2- ALUNNI NON VACCINATI E STRANIERI

D) FIRMA GENITORI:
1- GENITORE 1
2- GENITORE 2

ORA IN QUESTO ” SEMPLICE E FINTAMENTE INNOCUO ” MODULO DI ISCRIZIONE SCOLARE POTETE RITROVARE: DISCRIMINAZIONI SOCIALI, ABUSI PSICOLOGICI NEI CONFRONTI DI SOGGETTI MINORI E DELLE LORO FAMIGLIE, CREAZIONE ARTIFICIOSA DI CITTADINI (EH SI SONO CITTADINI PURE I MINORI)DI SERIE A E B, DISGREGAZIONE DI RUOLI NATURALI E FISIOLOGICI, SCHEDATURA DELLE PERSONE.
DIRE NAZISMO È POCO

Il canale Telegram Nessunnesso ha rimosso il post, ma questo risulta ancora recuperabile dagli altri canali che lo avevano condiviso internamente come Nessunacirrelaz:

Tra coloro che l’hanno condivisa, scatenando indignazione, è stata Barbara Balanzoni in un tweet del 10 settembre 2022:

Circolava nel 2021

L’immagine del modulo diffusa online risulta oscurata nell’intestazione e non solo, un modo per nascondere la vera origine. Di fatto, si tratta di uno scherzo diffuso lo scorso agosto 2021 da una pagina chiamata Comune di Boion Polesine:

Come possiamo vedere, tutte le scritte coincidono con l’immagine diffusa in questo settembre 2022. Ecco un confronto visivo:

La pagina Facebook satirica

Partiamo da un fatto: non esiste il Comune di Boion Polesine. Si tratta di una sorta di “Comune di Bugliano” che prenderebbe il nome dall’area delle Polesine in provincia di Rovigo (i dati nell’intestazione del falso documento indicano proprio questa provincia). Una pagina particolarmente legata alle zanzare, tanto da pubblicizzare un fantomatico “Caffè alla Zanzara“:

Nell’immagine in evidenza in alto nella pagina Facebook troviamo una frase che si ricollega al logo: «Oltre a nebbia e zanzare c’è molto di più». Il logo, infatti, riporta l’immagine di 4 zanzare.

Non esiste, ovviamente, alcun Istituto Comprensivo Statale “Regina Elena” in provincia di Rovigo.

Conclusioni

Non esiste alcun modulo di iscrizione per gli studenti con tali richieste e indicazioni, così come non è prevista la suddivisione degli studenti nelle scuole tra vaccinati e non vaccinati. Il falso documento era stato creato e diffuso nel 2021 per prendere in giro le persone.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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