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Senigallia, la drammatica conta dei dispersi, in fuga nella notte dalla furia del torrente

Il bilancio provvisorio è di 10 morti, almeno 50 feriti ricoverati negli ospedali. A Barbara dispersi un bambino di 8 anni, una 17enne e una donna di 56 anni

È di almeno dieci vittime il bilancio dell’alluvione che ha colpito l’intera zona dell’Anconetano, nelle Marche. Si segnalano vittime a Ostra, Trecastelli, Bettolelle e Barbara. Nelle scorse ore sono state salvate decine di persone rifugiatesi sui tetti delle abitazioni e sugli alberi. Diversi i dispersi, tra cui due bambini. Il sindaco di Barbara, Riccardo Pasqualini, ha dichiarato che i bambini dispersi vicino a Molino Mariani nell’alluvione nell’anconetano sono tre. «Al momento sono dispersi un bambino di circa 8 anni, una 17enne e sua madre di 56 anni, che cercavano di scappare». E il sindaco di Barbara ha aggiunto: «È stato come il cedimento di una diga, é venuto giù il mondo in un attimo. Un rumore sordo terrificante e poi l’ondata: non è stata un’alluvione ma uno tsunami». Il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha riferito a SkyTg24 che «dobbiamo abituarci a eventi del genere, l’allerta ora si sposta al Sud».


Luca Cari, capo della comunicazione dei vigili del fuoco, intervenendo alla trasmissione Agorà di Rai3, ha detto che «i soccorsi si sono concentrati principalmente nella zona di Senigallia: sono 200 gli interventi in corso e, tra questi, anche quelli nel territorio di Barbara, dove risultano tre dispersi e, tra questi, il bimbo sfuggito dalle braccia della mamma, che invece siamo riusciti a salvare». Cari ha parlato di «ampie zone allagate» nel Senigalliese, «lungo il percorso del Misa, che è esondato in più tratti». Dalla serata di ieri, i vigili del fuoco hanno messo in salvo «decine di persone che si erano rifugiate su alberi e tetti. L’acqua tende a defluire e consente una più rapida perlustrazione delle aree – ha aggiunto – con l’intervento anche dei nostri elicotteri, che stanno sorvolando la zona». La madre è stata salvata a Castelleone di Suasa dai vigili del fuoco. La donna era in auto quando è stata travolta dalla piena del fiume, scesa dalla vettura con il figlio entrambi sono stati travolti dall’acqua. I vigili del fuoco l’hanno rintracciata aggrappata al tronco di un albero.


Disperse madre e figlia 17enne

Ma non solo. A Barbara anche una donna di 56 anni e la figlia 17enne risultano disperse, dopo essere state travolte dalla furia dell’acqua intorno alle 21 di ieri, mentre stavano cercando di lasciare l’abitazione a bordo di due auto. Il fratello di 21 anni, trascinato dalla corrente del Nevola, è riuscito a salvarsi attaccandosi a un ramo di un albero per 2 ore. La madre e la sorella sono state trascinate via e risultano tuttora disperse. «L’acqua me le ha portate via davanti agli occhi», ha confermato il giovane 21enne, visibilmente scosso dall’accaduto.

In ospedale a Senigallia persone in stato di choc e ipotermia

«Il pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia sta accogliendo persone in stato di choc e ipotermia, che sono state soccorse e trasportate fuori dalle loro abitazioni, dove erano bloccate dall’acqua». È quanto riferito all’Ansa dall’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini. Ci sono poi feriti trasportati negli ospedali di Jesi e Fano. Inoltre, prosegue Saltamartini, «abbiamo ricevuto una valanga di telefonate al Nue 112, tanto che abbiamo dovuto chiedere aiuto alla Toscana» e «ci sono moltissime frane nell’entroterra di Senigallia, anche il più piccolo fosso in campagna, prosciugato dalla siccità, quando è stato invaso dalla pioggia si è trasformato in un fiume di detriti». Ma anche l’ospedale della città è allagato. L’acqua, secondo quanto riportato da LaPresse, ha invaso il reparto di Farmacia, ma i farmaci sono stati messi in sicurezza, mentre i pazienti vengono dirottati negli altri ospedali nelle vicinanze, come a Fabriano e Jesi. Sono almeno 50 i feriti che si sono recati negli ospedali delle Marche. Per lo più si tratta di persone, circa una ventina, che si sono rivolte in ospedale per ipotermia. La maggior parte ha riportato fratture dopo essere scivolata sul fango che ha invaso le strade.

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