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Andrea Tombolini al Pm: «Ho ucciso perché pensavo di essere malato, provavo invidia per chi stava bene»

Le prime parole dopo l’arresto. L’uomo vive con la famiglia a Milano, è disoccupato e ha gravi problemi psichici

«Pensavo di star male, di essere ammalato. Ho visto tutte quelle persone felici, che stavano bene, e ho provato invidia». Questo ha detto Andrea Tombolini al pm di Milano Paolo Storari che gli contesta le accuse di omicidio e tentato omicidio per gli accoltellamenti al centro commerciale di Assago. Tombolini ha un ricovero nel reparto di psichiatria alle spalle. Di recente era tornato in ospedale lo scorso 18 ottobre per essersi autoinferto ferite al volto e al cranio colpendosi a pugni da solo. Ad Assago un uomo è morto dopo essere stato accoltellato da Tombolini, mentre il calciatore Pablo Marì sarà operato stamattina all’ospedale Niguarda di Milano. Gli altri feriti sono fuori pericolo. L’uomo, nato a Milano e incensurato, vive con il padre, la madre e la sorella. È disoccupato. Gli inquirenti e gli investigatori lo descrivono come una persona sola, con gravi problemi psichici, che era solito girare per la città in bicicletta. Da un anno era in cura per una forte depressione. Al centro commerciale Milanofiori è arrivato da solo e proprio in bici.


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