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La sorella di Meredith Kercher: «Aspetto ancora la verità dai giudici. Raffaele e Amanda? Preferirei che non se ne parlasse»

Stephanie a 15 anni dall’omicidio: tante domande ancora senza risposta

Nei giorni scorsi si è parlato dell’incontro tra Amanda Knox e Raffaele Sollecito a Gubbio. I due sono stati assolti in via definitiva dalla Cassazione dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher in concorso con Rudy Guede, che ad oggi è l’unico condannato per il delitto. Oggi la sorella Stephanie torna a chiedere in un’intervista al Corriere della Sera la verità sulla morte di Meredith. «Il passare del tempo non attenua niente e rimane in me un profondo senso di delusione perché il ragionamento dei giudici non coincide con l’esito del processo. La sentenza di condanna di Guede diceva che lui era coinvolto nell’omicidio assieme ad altri ma dove sono gli altri? Nella conclusione di questo processo io vedo molte domande senza risposte», aggiunge nel colloquio con Giusi Fasano. Sulle foto pubblicate dal Mirror dell’incontro tra Sollecito e Knox Stephanie dice solo che avrebbe preferito che «nel quindicesimo anniversario della morte di mia sorella avrei preferito che l’attenzione dei media fosse concentrata su di lei». Mentre non sa se Guede dice la verità quando afferma di non aver ucciso Meredith: «La risposta a questa domanda doveva arrivare dal sistema giudiziario italiano che, come ho già detto, invece ha lasciato aperti molti interrogativi». Infine: «La durata stessa del processo è stata una ferita che ha reso più difficile elaborare il lutto. Assistere alle udienze è stata ogni volta una sofferenza, e soprattutto per i miei genitori è stata durissima».


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