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Fidanzati uccisi a Lecce, De Marco condannato anche per pedopornografia: le immagini sul pc con i piani di vendetta

Lo studente leccese si prepara ad affrontare il processo di Appello per l’omicidio di Eleonora Manta e Daniel De Santis il prossimo 15 dicembre. I suoi avvocati puntano a richiedere una nuova perizia psichiatrica

Antonio De Marco, il 23enne che dovrà scontare la pena dell’ergastolo per aver ucciso Eleonora Manta e il suo fidanzato Daniel De Santis nel settembre del 2020, è stato condannato a quattro mesi di reclusione per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, trovato dagli inquirenti nel pc del giovane durante gli accertamenti sul duplice omicidio avvenuto nel Leccese. Come riporta la Repubblica, nel computer dell’ex studente di infermieristica al Fazzi di Lecce è stata trovata una cartella contenente immagini che ritraevano minori in atti sessuali. De Marco è inoltre accusato di divulgazione di contenuti pedopornografici per aver inoltrato via chat ad un’amica – con cui si sentiva in quel periodo – una delle immagini con minorenni protagonisti di atti sessuali. 


L’appello per l’omicidio

Ancora lungo invece sarà l’iter processuale relativo al duplice omicidio dei fidanzati che secondo la ricostruzione degli inquirenti avrebbero chiesto disperatamente aiuto sull’uscio di casa poco prima di essere uccisi con 79 coltellate nell’appartamento di via Montello, dove De Marco era stato ospitato per diversi mesi. Durante l’interrogatorio con il gip un mese dopo l’omicidio, il ragazzo aveva rivelato di aver avuto diverse delusioni d’amore prima del delitto. L’ultima: con una ragazza del suo corso universitario omonima della vittima Eleonora. Il ragazzo però non ha mai fornito in questi anni agli inquirenti un valido motivo che lo ha spinto a uccidere i suoi ex coinquilini. Dopo la condanna al carcere a vita del 7 giugno scorso, il 15 dicembre prossimo ci sarà il processo di Appello in cui gli avvocati difensori chiederanno una perizia psichiatrica per ottenere il riconoscimento dell’infermità parziale in seguito alla condizione psicopatologica dello spettro autistico a carico del giovane leccese. 


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