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Ivrea, nuova indagine sui pestaggi ai detenuti: 45 indagati per tortura, violenze fisiche e psicologiche

Nella notte sono state eseguite 36 perquisizioni: i maltrattamenti sarebbero proseguiti almeno fino alla scorsa estate

Polizia penitenziaria, medici, funzionari e direttori pro-tempore: gli abusi contro i detenuti nel carcere di Ivrea coinvolgerebbero tutti i livelli amministrativi dell’istituto penitenziario. Dopo l’inchiesta della Procura generale sulle presunte violenze contro i reclusi nel 2015, è stata aperta una nuova inchiesta che ha già 45 indagati. L’ipotesi ora è che i maltrattamenti siano continuati, anche fino alla scorsa estate. Il nuovo filone si concentra su alcuni episodi avvenuti nell’ultimo biennio. Ora i reati contestati sono tortura con violenze fisiche e psichiche nei confronti di numerosi detenuti, falso in atto pubblico e reati collegati. Lunedì notte la polizia penitenziaria, insieme ai carabinieri e alla guardia di finanza, hanno eseguito 36 perquisizioni, sia in abitazioni private sia all’interno della struttura carceraria, su richiesta della Procura di Ivrea. La nuova indagine avrebbe permesso anche di confermare le denunce degli anni scorsi sull’esistenza di una «cella liscia» e di una «cella acquario» dove i detenuti subivano pestaggi e venivano rinchiusi in isolamento, senza possibilità di contattare nemmeno i propri avvocati. Per fatti simili a Torino sono stati rinviati a giudizio in ventidue e il processo è ancora in corso.


Foto di copertina: ANSA/ FILIPPO VENEZIA


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