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Amazon, l’ombra dei licenziamenti anche in Italia. L’azienda: «Al momento nessun dettaglio»

La country manager di Amazon per l’Italia e Spagna, Mariangela Marseglia, ha confermato il piano globale dell’azienda alle prese con «un processo di verifica generale anche per il nuovo contesto economico». Ma sull’Italia in particolare per ora «non ci sono dettagli da condividere», spiega in una nota il colosso dell’e-commerce

Come altri colossi del tech, anche Amazon fa i conti con la crisi. E, sulla scia di quanto sta avvenendo negli Stati Uniti, anche in Italia e Spagna il colosso potrebbe ridurre il numero dei propri dipendenti. «Dopo aver tanto assunto, stiamo avviando un processo di verifica generale, anche per il nuovo contesto economico, che potrebbe sfociare nei primi mesi del 2023 in aggiustamenti, che nel caso non saranno indiscriminati – ha spiegato Mariangela Marseglia, vicepresidente e country manager Amazon Italia e Spagna, a margine dell’assemblea Anci a Bergamo – Come gruppo, abbiamo investito oltre 10 milioni di euro in sicurezza nel 2021 – ha proseguito Marseglia – e abbiamo coinvolto 20mila piccole e medie imprese, con un export complessivo in continua crescita a 800 milioni di euro l’anno». Grazie allo spazio ritagliato per le piccole e medie imprese italiane sulla piattaforma di e-commerce l’obiettivo di Amazon è quello di «arrivare a 1,2 miliardi di euro in export annuo per queste imprese-partner entro il 2025». In Italia, la net company fondata da Jeff Bezos, conta circa 17mila dipendenti. Insomma, se al momento da Oltreoceano emergono restano non ancora ufficialmente confermate le ipotesi di circa 10mila licenziamenti nella struttura “corporate” dell’azienda, Amazon a livello globale si prepara a tagli del personale. A proposito della situazione, comunque, la società ha chiarito in una nota che «non abbiamo dettagli da condividere per quanto riguarda l’Italia. Nell’ambito del processo di revisione annuale del nostro piano operativo, esaminiamo sempre ognuna delle nostre attività e quali modifiche riteniamo necessario apportare. Dato l’attuale contesto macroeconomico, e considerando la rapida crescita in termini di assunzioni che abbiamo vissuto per diversi anni, alcuni team necessitano di una riorganizzazione. Ciò, in alcuni casi, significa che determinati ruoli non sono purtroppo più necessari. Non prendiamo queste decisioni alla leggera e stiamo lavorando per supportare tutti i dipendenti impattati»


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