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Milano, confermato lo sciopero dei lavoratori de La Scala contro i tagli del Comune e della regione Lombardia

23 Novembre 2022 - 20:00 Maria Pia Mazza
A general view of the Teatro alla Scala decorated with the floral decorations made by Italian designer Giorgio Armani (not pictured) on the occasion of the inauguration of the opera season, in Milan, Itsaly, 7 December 2021. ANSA/ TEATRO ALLA SCALA  STEFANO GUINDANI ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY NO ARCHIVE++
I dipendenti del Piermarini si fermeranno il 26 novembre e denunciano «una drastica e improvvisa diminuzione dei contributi territoriali pubblici»
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È scontro tra i lavoratori del Teatro alla Scala e Comune di Milano e regione Lombardia. È stato infatti confermato lo sciopero per sabato 26 novembre, in concomitanza con le prove d’insieme dell’opera russa di Modest Musorgskij, Boris Godunov, che inaugurerà la Stagione d’Opera 2022-2023 il prossimo 7 dicembre, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. L’assemblea generale dei lavoratori di via Filodrammatici si è espressa a favore dello sciopero con 10 voti contrari e 19 astenuti, dando mandato ai sindacati di proclamare un altro sciopero nel mese di dicembre – ma non durante la serata d’inaugurazione del 7 dicembre. Nel comunicato congiunto con cui Cgil, Cisl, Uil e Fials hanno annunciato la conferma dello sciopero del 26 novembre, si legge: «Non solo il Comune di Milano rivedrà il contributo alla Scala, che nel 2021 – si legge nel bilancio del teatro – è stato di 5 milioni 339 mila euro, ma anche Regione Lombardia che lo scorso anno ha versato 3,308 milioni di euro e che, per l’anno in corso, ha annunciato un taglio importante. Una drastica e improvvisa diminuzione dei contributi territoriali pubblici».

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