Covid, Schillaci: «Presto gli asintomatici potranno rientrare a lavoro dopo cinque giorni»

Il ministro della Salute sta preparando un disegno di legge per modificare le regole dell’isolamento

Stanno per cambiare le regole dell’isolamento domiciliare. Ad annunciarlo è il ministro della Salute Orazio Schillaci, a Campobasso per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Molise. «Stiamo lavorando per far sì che gli asintomatici possano, dopo cinque giorni, rientrare nelle loro attività. Su questo, a breve, presenteremo un disegno di legge». Dunque la “quarantena” da Coronavirus sarà più simile al comportamento che si dovrebbe assumere in caso di una semplice influenza: isolamento in casa per cinque giorni dalla scoperta della positività e, nel caso di scomparsa dei sintomi, la possibilità di tornare a lavoro senza esibire l’esito negativo di un tampone.


«Autonomia? Stesse opportunità di cura per tutti i cittadini»

Oltre alla pandemia, Schillaci è entrato nel merito di una questione di attualità politica: l’autonomia differenziata e la determinazione dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni. «Bisogna tener presente le peculiarità delle varie regioni, spesso si dice che il nostro Sistema sanitario nazionale ha 21 Sistemi sanitari nazionali. Bisogna far sì che tutti i cittadini, indipendentemente da dove sono nati o risiedono, e indipendentemente dal loro reddito, abbiano le stesse opportunità di cura. In una Nazione moderna come la nostra – ha continuato -, nel terzo millennio, è un qualcosa che deve essere raggiunto, è inaccettabile che ci siano disparità tra le varie regioni e disparità tra chi ha più possibilità economiche e chi ne ha di meno». Per quanto riguarda gli stanziamenti previsti per la Sanità dalla legge di Bilancio, il ministro ha commentato: «Ci sono 2 miliardi e 300 milioni in più rispetto a quelli che erano stati stanziati precedentemente. È vero che gran parte dello stanziamento andrà per la crisi energetica, ma bisogna capire che ci troviamo in una congiuntura terribile. Dopo il Covid, c’è stata e c’è ancora la guerra e la crisi energetica».


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