La compagna di Soumahoro e il lavoro a Palazzo Chigi: il racconto di Laura Boldrini

Liliane Murekatete ha lavorato per i governi di Berlusconi e Prodi. E ha presentato il premier del Rwanda a un sottosegretario

Liliane Murekatete, compagna di Aboubakar Soumahoro, non è indagata dalla procura di Latina sul caso coop. L’indagine per malversazione, truffa e false fatturazioni (ma sono solo ipotesi di reato, per ora) riguarda invece la suocera del deputato Marie Thérèse Mukamitsindo. La cooperativa è stata nel frattempo messa in liquidazione, mentre la prefettura le ha tolto la gestione dei progetti sui migranti. Oggi però il Corriere della Sera racconta le attività a Palazzo Chigi di Murekatete. Partendo da una testimone d’eccezione: l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. «Ogni 21 giugno si tiene la Giornata mondiale del rifugiato. Per l’occasione, l’Alto commissariato chiede alle organizzazioni di segnalargli alcuni testimoni da far intervenire alle celebrazioni. Viene segnalata Liliane. Che infatti prende la parola. Era l’inizio degli anni Duemila. Qualche tempo dopo incontro Michelini, che mi dice: “Ma lo sai che quella ragazza che è intervenuta il 21 giugno l’abbiamo presa a lavorare con noi?”», racconta Boldrini. A dirlo a Boldrini è l’ex deputato di Forza Italia e sottosegretario Alberto Michelini. Il quale ha raccontato che la giovane Liliane Murekatete si presentava come «nipote del premier ruandese». Quando la Task Force del governo Berlusconi per l’Africa va in missione in Rwanda, «il premier me l’ha presentato lei dicendo: “È mio zio”». Sempre secondo il racconto di Michelini nel 2006 Liliane viene segnalata al governo Prodi insieme a un’altra componente della sua segreteria. E rimane al suo posto nel 2008, quando a Palazzo Chigi torna Berlusconi. Assumendo il ruolo di «rappresentante personale facente funzioni».


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