Non ci sono prove che il ragazzo costretto a cancellare una svastica dal pavimento sia ucraino

La clip è in circolazione almeno dal 2018, e i colori della sciarpa suggeriscono che il ragazzo sia bosniaco, non ucraino

Sin dall’inizio dell’invasione russa in ucraina, un filone nel mondo della disinformazione ha iniziato a distinguersi con particolare prepotenza: quello dei rifugiati in fuga dalla guerra iniziata a febbraio che creerebbero problemi nelle città che hanno scelto di ospitarli. Meglio ancora se i presunti crimini di cui si macchierebbero sono riferibili al nazismo. Il video che ha iniziato a circolare sui social racchiude entrambi gli aspetti, e riprende un uomo chinato a terra che prova a cancellare una mattonella che avrebbe precedentemente imbrattato.

Per chi ha fretta:

  • Sta circolando un video che vede un ragazzo indossare una sciarpa gialla e blu e pulire una svastica dal pavimento
  • Chi lo condivide afferma che si tratta di un rifugiato ucraino e lascia intendere che sia stato girato recentemente
  • In realtà la clip risale almeno a quattro anni fa e non ci sono prove del fatto che il giovane sia ucraino

Analisi

«A LONDRA UN RIFUGIATO UCRAINO È STATO COSTRETTO A CANCELLARE LA SVASTICA CHE AVEVA DIPINTO», si legge in questo post che allega due foto al testo. Le immagini sembrano gli screenshot di un video, che infatti viene rilanciato in quest’altro post, da un utente che scrive: «Eroe ucraino costretto a cancellare una svastica che ha disegnato sul pavimento di un centro commerciale inglese. Mai che disegnino altri simboli, quello di fate l’amore non fate la guerra, la colomba della pace, due mani che si stringono o altri simboli politici. Ah già lo disegnano un’altro; le due esse delle SS naziste. Ma non sono nazisti…no». Lo stesso contenuto, con una simile didascalia, è stato condiviso anche qui e qui.

Dunque, è vero che nel pieno della guerra in Ucraina un rifugiato avrebbe deturpato un pavimento nel Regno Unito? Risposta breve: no. Risposta lunga: il video non è stato girato recentemente. Il video è infatti apparso online per la prima volta nel 2018, sul sito 9gag.com che ha condiviso il contenuto con il titolo (tradotto dall’inglese): Un membro della razza dei maestri fece pubblicamente ripulire i suoi graffiti. Il giorno successivo, il 19 dicembre 2018, il video è apparso anche su Reddit. Il sito di fact-checking tedesco CORREKTIV ha recentemente confermato che l’incidente è avvenuto allo Stratford Shopping Centre di Londra.

Le descrizioni delle versioni del video pubblicate nel 2018 non affermavano né suggerivano che l’uomo che cancellava la svastica fosse ucraino.

Non esistono, infatti, prove in merito al fatto che il giovane in questione provenga dal territorio in cui prosegue il conflitto con Mosca. Se il ragazzo è stato identificato, il suo nome e la sua provenienza non sono mai stati resi pubblici. Qualcuno potrebbe contestare il suo vestiario, in particolare la sciarpa gialla e blu che richiama i colori della bandiera ucraina. l testo della sciarpa sembra richiamare però lo slogan “BH Fanaticos”, a indicare il gruppo di tifosi delle squadre sportive nazionali in Bosnia-Erzegovina, un paese che a sua volta contiene quegli stessi colori nella sua bandiera.

Le prime tracce della narrazione falsata sono apparse su Twitter nel settembre 2022, quando la clip è stata rilanciata con la descrizione: «A Londra, un rifugiato ucraino è stato costretto a cancellare… una svastica da lui dipinta».

Il 10 settembre 2022, anche l’inviato russo delle Nazioni Unite, Dmitry Polyansky, ha ritwittato il video.

Conclusioni

Il video in cui un ragazzo cancella una svastica dal pavimento non è recente e non c’è alcuna prova che ritragga un giovane rifugiato ucraino. Al contrario, alcune scritte che si possono intravedere sui suoi indumenti lasciano intendere che sia un tifoso della nazionale della Bosnia Erzegovina.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: