Parigi, proseguono scontri e proteste nella capitale francese dopo l’attentato nel quartiere curdo – I video

Un uomo di 69 anni è stato arrestato in seguito all’uccisione di tre persone nel quartiere curdo della capitale parigina

A Parigi, nel secondo giorno di proteste dopo la morte di tre persone all’ingresso del centro culturale curdo Ahmet-Kaya di Parigi, in rue d’Enghien, per le quali è stato fermato un uomo, ex macchinista della Sncf che sarebbe stato animato da sentimenti razzisti, sono almeno 11 le persone arrestate dalla gendarmerie. Oggi, 24 dicembre, in Place de la République diverse centinaia di manifestanti hanno sventolato le bandiere della nazione curda e del Pkk, rendendo omaggio alle vittime dell’aggressione. Durante la manifestazione si sono verificati scontri con la polizia, nei quali sono rimasti feriti 31 agenti e un manifestante, come ha reso noto il prefetto della capitale francese Laurent Nuñez. Tra gli undici presi in custodia dalla polizia, quasi tutti sono stati fermati «per danni». Intorno alle ore 13, un’ora dopo l’inizio della manifestazione sono iniziati gli scontri sul Boulevard du Temple, a un centinaio di metri di distanza da Place de la République. Secondo la ricostruzione del prefetto, la miccia della protesta sarebbe stata innescata dalla provocazione commessa dall’autista di un furgone. Nel parapiglia successivo, alcuni veicoli sarebbero stati ribaltati e uno avrebbe preso fuoco.


La rabbia della comunità

Il sospettato, un 69enne ex macchinista dell’Sncf – la società ferroviaria francese –, ora in pensione, durante il suo arresto ha dichiarato di aver agito perché è «razzista». Quando si è recato sul posto avrebbe avuto accanto a sé una valigetta contenente «due o tre caricatori carichi, una scatola di cartucce calibro 45 con almeno 25 cartucce all’interno». L’arma utilizzata è una «1911 Colt 45» dell’esercito americano «dall’aspetto logoro». «Non abbiamo dubbi che siano degli omicidi politici. Il fatto che le nostre associazioni siano prese di mira rivela un carattere terroristico e politico», ha dichiarato Agit Polat, portavoce del Consiglio democratico curdo in Francia (Cdkf).


Ieri il presidente francese, Emmanuel Macron, ha sottolineato su Twitter come i curdi di Francia siano stati «l’obiettivo di un odioso attacco nel cuore di Parigi». Ma la comunità non risparmia i rimproveri alle autorità francesi per la mancanza di un piano per la sicurezza del circolo culturale preso di mira ieri.

La rabbia esplode anche nei confronti della polizia che sorveglia le manifestazioni: oltre ai veicoli ribaltati e al lancio di oggetti, dei bidoni della spazzatura sono stati dati alle fiamme in Boulevard du Temple, vicino a Place de la République. Le forze di sicurezza hanno risposto con lacrimogeni al lancio di oggetti da parte dei manifestanti.

Intanto la protesta cresce e si estende anche a Marsiglia, dove centinaia di persone hanno risposto all’appello dell’associazione per la difesa dei diritti dei curdi Solidarietà e Libertà, radunandosi nel centro della città.

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