No! I grafici attualmente reperibili sui decessi Covid in Cina non possono mostrare la reale situazione del Paese

Pechino ha cambiato le regole sul monitoraggio e non fornisce i dati completi, neanche all’OMS

Nel corso del mese di dicembre 2022 sono cambiate le regole sul monitoraggio della Covid-19 in Cina. Di fronte ad articoli pubblicati dai media italiani, e non solo, la situazione potrebbe essere ben più grave di quanto si possa immaginare. Nonostante questi timori provengano dalla stessa Cina, attraverso uno studio in preprint finanziato dal CDC cinese, il probabile aumento dei decessi verrebbe “smentito” da un grafico prelevato da Google. Gli utenti che lo condividono non tengono conto dell’attuale contesto cinese, soprattutto in un momento in cui Pechino non fornisce i dati neanche all’OMS.

Per chi ha fretta

  • I dati relativi ai decessi Covid in Cina non risultano attualmente aggiornati come in passato.
  • I grafici condivisi, prelevati da Google, non possono dimostrare una diminuzione dei decessi rispetto al passato.
  • Le regole sul conteggio dei casi e dei decessi sono cambiati in Cina, una scelta che porterà a conteggiare numeri più bassi rispetto alle passate ondate.
  • L’OMS esorta la Cina ad aggiornare i dati da almeno metà dicembre 2022, in quanto questi non vengono forniti da Pechino.
  • Il numero dei probabili morti citati dai media italiani e stranieri non è un caso, deriva da un conteggio in base a uno studio in preprint finanziato dai CDC cinesi.

Analisi

I post contengono un testo copia-incollato da un canale Telegram chiamato “Giubbe Rosse“:

MEDIA ITALIANI: “CINA RISCHIA UN MILIONE DI MORTI COVID” (Fonte: Rai – e tutti gli altri)

DATI CINESI UFFICIALI: “5.242 MORTI COVID DA INIZIO PANDEMIA” (PARI, IN RAPPORTO, AD 1/1000 DELLE MORTI COVID IN ITALIA).

Media italiani complottisti? Ah anche fosse vero che arriveranno (chissà quando) ad 1 milione di morti, sarebbero comunque pari a circa 1/5 dei morti covid già avvenuti in Italia. Di cosa stiamo parlando?

Ecco il grafico condiviso nei post Facebook:

L’articolo di Rainews

Il primo screenshot condiviso nei post riguarda un articolo pubblicato da Rainews il 20 dicembre 2022 dal titolo «Covid, la Cina rischia 1 milione di morti dopo l’allentamento delle restrizioni». Il dato citato non è opera di Rainews, ma proviene da uno studio cinese in preprint di inizio dicembre 2022 dal titolo «Modelling the adjustment of COVID-19 response and exit from dynamic zero-COVID in China».

Lo studio è stato finanziato dal Chinese Center for Disease Control and Prevention (CDC) e dal Governo di Hong Kong.

Secondo gli autori, una riapertura potrebbe provocare allo stato attuale fino a 684 morti per milione di persone che, tenendo conto una popolazione pari a 1,4 miliardi di persone, potrebbe significare un totale di circa 964 mila morti.

Il problema dei dati

Ciò che non viene considerato è che attualmente in Cina è in corso un’ondata di casi preoccupante se paragonata a quella del 2020. Ecco il grafico fornito da Google a proposito dei casi:

Ecco, invece, i grafici forniti dal New York Times attraverso i dati provenienti dal “Center for Systems Science and Engineering” (CSSE, Johns Hopkins University):

Nonostante i grafici mostrino un aumento dei casi, non si ha alcuna certezza della loro correttezza in quanto da circa metà dicembre 2022 la cinese National Health Commission (NHC) ha rinunciato di tenere traccia di tutti i nuovi casi, escludendo di fatto anche gli asintomatici. Inoltre, le autorità hanno cambiato le regole in merito a chi debba fare il test o meno, pertanto i cittadini si ritrovano a fare i test antigenici in casa senza che i positivi vengano conteggiati nei dati ufficiali. Non solo: anche i decessi vengono conteggiati in maniera diversa, preferendo considerare solo coloro che muoiono direttamente per polmonite o insufficienza respiratoria. In questo caso, vengono esclusi tutti coloro che vedono peggiorare le proprie condizioni di salute a causa della malattia, come spiegato da Wang Guiqiang dell’Università di Pechino durante una conferenza stampa.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 30 dicembre 2022, ha esortato per la seconda volta Pechino affinché fornisca regolarmente i dati sulla situazione Covid nel Paese. Il primo richiamo risale a una settimana prima, quando i dati ospedalieri cinesi risultavano non pervenuti da quando la Cina ha revocato la sua politica “Zero-Covid”.

Conclusioni

Allo stato attuale, visti i drastici cambiamenti della gestione dei dati cinese, risulta difficile quantificare l’effettiva portata della nuova ondata che ha colpito la Cina a fine 2022. Di fatto, non risulta possibile fare affidamento dai dati forniti anche da Google che, ricordiamolo, prendono come tanti altri i dati forniti da Pechino. In assenza dei dati, i grafici non risultano aggiornati e risultano non corretti da leggere in quanto le autorità cinesi hanno cambiato le loro classificazioni rispetto al passato.

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