Il caso del ragazzo morto nel fiume mentre scappava dalla polizia, l’amica: «L’hanno picchiato». La questura di Padova nega

A pesare sulla vicenda è anche un episodio simile avvenuto il 4 giugno 2021, quando un altro ragazzo nordafricano morì nel fiume Brenta dopo essere sfuggito agli agenti che lo inseguivano per una rapina

Emergono nuovi dettagli riguardo la morte di un ragazzo che ieri pomeriggio 10 gennaio è annegato nel fiume Brenta, a Padova, dopo essere sfuggito ad un controllo della polizia. Secondo quanto si è appreso dalla questura euganea si tratterebbe di un nordafricano di circa 25 anni. Una sua amica di nome Assia, ai microfoni delle televisioni locali, ha lanciato una pesante accusa contro le forze dell’ordine, che a suo dire l’avrebbero aggredito. Il 25enne avrebbe infatti fatto una videochiamata durante il controllo degli agenti, nel corso della quale a detta di Assia «si vede benissimo che lo stavano picchiando».


La Questura: «Nessuna violenza»

«Adesso vedremo come muoverci, perché non è giusto. Siamo stanchi di perdere amici, familiari, siamo stanchi. Qualsiasi cosa abbia fatto non è giusto. Nessuno ha il diritto di ucciderti, nessuno ha il diritto di toglierti la vita», ha aggiunto la ragazza, secondo quanto riporta il Gazzettino. La Questura di Padova ha risposto in una nota che le dichiarazioni «al momento non trovano alcun riscontro. Ad ogni buon conto ogni approfondimento investigativo sulla vicenda sarà valutato dall’Autorità Giudiziaria». Una fonte della questura ha inoltre rimarcato che «le dichiarazioni non corrispondono alla ricostruzione della donna e i fatti sono corroborati dalla testimonianza di terzi che non fanno parte della polizia». Pertanto adesso gli investigatori attenderebbero l’esito degli accertamenti che disporrà la Procura «per poi agire con una denuncia contro chi ha fatto tali affermazioni». Nella versione offerta già ieri dalla questura era stato evidenziato come lo straniero avesse opposto resistenza al controllo, reagendo e ferendo un agente che era stato poi medicato dal personale del 118.


Il corpo del ragazzo è stato recuperato stamane dai vigili del fuoco che ieri avevano perlustrato il fiume con l’ausilio dei sommozzatori, mentre la polizia aveva fato alzare un elicottero del Reparto Volo. Sui suoi vestiti gli agenti non hanno trovato alcun documento che possa agevolarne l’identificazione, e anche il telefono reperito sembra non aver offerto informazioni utili in questo senso. Pertanto adesso si procederà con l’esame delle impronte digitali (sempre che siano presenti nel data base della polizia di Stato). Proseguono invece le ricerche delle altre tre persone che erano con la vittima e che sono fuggite, riuscendo a sottrarsi alla cattura.

Il precedente

A pesare sulla vicenda, ricorda l’Ansa, è anche un precedente che risale a due anni fa, avvenuto sempre a Padova. E proprio nello stesso fiume Brenta, nelle acque del quale si gettò un giovane di origini africane, il 4 giugno 2021: anche lui stava provando a scappare dalla polizia. Era stato infatti sorpreso a rubare in un supermercato nella zona di Altichiero, quartiere a nord della città. Dopo essere stato scoperto, era fuggito: la polizia lo aveva inseguito fino a che non si era tuffato nel canale, all’altezza di Vigodarzere. Il suo cadavere venne ritrovato in zona poco dopo.

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