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Italia e Turchia ospiteranno gli Europei 2032: il via libera della Uefa

10 Ottobre 2023 - 12:22 Massimo Ferraro
epa10910865 The UEFA Euro trophy is pictured during the the UEFA EURO 2028 and 2032 hosts announcement ceremony after the UEFA Executive Committee meeting at UEFA Headquarters, in Nyon, Switzerland, 10 October 2023.  EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Roma e Istanbul avevano presentato una candidatura congiunta tre mesi fa
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Italia e Turchia ospiteranno gli Europei di calcio 2032. I due Paesi avevano avanzato la candidatura congiunta – e unica, senza rivali – tre mesi fa, sottoscrivendo una lettera alla Uefa per presentarsi come organizzatori del torneo. E da Nyon è arrivato il via libera alla proposta e l’ufficialità, con il voto del Comitato esecutivo della Confederazione europea. Euro28 è stato invece assegnato a Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord e Irlanda, anche in questo caso candidate uniche. Non sono ancora usciti i dettagli sulla organizzazione dell’evento che avrà luogo tra 9 anni. I comitati organizzatori saranno distinti, e la gara di apertura e la finale dovrebbero svolgersi a Istanbul e Roma. La fase a gironi verrà disputata a metà tra i due Paesi. L’Italia ha messo a disposizione 10 impianti, cinque di questi potrebbero essere scelti per ospitare le partite. Le città candidate sono quelle di Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Cagliari.

Abodi: «Grande opportunità»

Per il ministro per lo Sport e per i giovani Andrea Abodi si tratta di una «grande opportunità» per l’Italia e le città coinvolte, e lo sarà anche prima dell’inizio del torneo: «Dovrà generare eredità positive ben prima di quell’appuntamento e non solo nelle città direttamente coinvolte nell’evento. Buon lavoro alla Figc, alla quale daremo tutto il nostro supporto per contribuire a organizzare questo affascinante avvenimento, del quale non sfuggono i positivi impatti che avrà dal punto di vista turistico, ma che ci auguriamo possa, prioritariamente, contribuire al miglioramento delle relazioni politiche a beneficio della pace». Abodi ha aggiunto: «Sarà importante da un lato, interpretare cosa sarà il calcio tra nove anni, in un mondo che cambia velocemente, e lavorare sodo e in modo costruttivo per il calcio di oggi, che deve porsi l’obiettivo, concreto e non rinviabile, di migliorare le infrastrutture, il modello di gestione e le modalità di relazione con appassionati e tifosi, a partire dalle giovani generazioni».

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