Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoGoverno MeloniHantavirusJannik Sinner
ATTUALITÀAlimentazioneCarne sinteticaSanità

Il fondatore di Slow Food ci ripensa: «No alla carne coltivata a tavola». I rischi per la salute e l’appello agli ambientalisti

28 Gennaio 2024 - 10:11 Redazione
Secondo Carlo Petrini, non ci sono ancora sufficienti informazioni per capire i veri rischi della carne sintetica sulla salute. E per produrla, spiega, è necessaria troppa energia
Google Preferred Site

Il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, corregge il tiro sulla cosiddetta «carne coltivata», che solo pochi giorni fa aveva difeso. Prendendo una posizione simile a quella del ministro alla Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ma da un fronte e con argomenti differenti. Intervistato dalla Stampa, Petrini premette un «assoluto rispetto per la ricerca scientifica», consapevole che «la carne coltivata può anche avere un eventuale uso medico. Dunque resto a guardare». Se però il discorso passa alla tavola, Petrini dice chiaro e tondo di «opporre il mio No assoluto» all’uso alimentare della carne coltivata.

Lo spreco di cibo e le disuguaglianze

Petrini dice di essere contrario innanzitutto «per una forma di precauzione verso la salute di ognuno di noi. In secondo luogo perché significherebbe fare ricorso a un consumo di energia spropositato». E poi c’è la scarsa disponibilità di dati relativi allo sviluppo della carne sintetica: «C’è poca informazione – spiega – Parliamo di prodotti iper-processati di cui non si sa quasi nulla. E che peraltro sono in mano a poche multinazionali. Come è noto, io rivendico l’urgenza di difendere i piccoli allevamenti virtuosi». C’è poi l’atavico fenomeno dello spreco di cibo, nonostante le grandi produzioni in questa società che «dispone di troppo cibo ed è afflitta da troppa malnutrizione. Lo spreco alimentare è inaccettabile – aggiunge Petrini – il 33% degli alimenti prodotti viene buttato via. Siamo schiavi di un modello che non funziona». L’altro paradosso relativo al cibo è che quello «di scarsa qualità viene consumato dalla gente povera, ma realizzato da produttori ricchi che ottengono molti contributi. E cibo di alta qualità per gente ricca realizzato da produttori che guadagnano poco e che non hanno nessun sussidio».

L’appello agli ambientalisti

Dietro la carne sintetica, Petrini vede poi il rischio di una «rottura culturale tra il mondo agricolo e quello ambientalista. Per cui direi agli ambientalisti: portate avanti le vostre istanze nel rispetto delle esigenze dei contadini. Esigenze che noi di Slow Food cerchiamo di tutelare da trent’anni. Anche Terra Madre è nata per questo».

Leggi anche: