Torino, giornalista Rai denuncia l’ex caporedattore per mobbing, abuso d’ufficio e stalking

Michele Ruggiero sarebbe stato costretto a dimettersi dopo 4 anni di episodi «ritorsivi» e «svilenti»: tutta colpa di un servizio giudicato troppo duro nei confronti dei 5 Stelle

Quattro anni di atti «ritorsivi» e «svilenti» per aver confezionato servizi troppo duri contro i 5 Stelle. Da quel momento sarebbero iniziati gli episodi «denigratori», con un utilizzo «pretestuoso» del potere disciplinare. L’ex giornalista Rai della sede regionale di Torino Michele Ruggiero ha denunciato l’allora caporedattore Tarcisio Mazzeo, ora in pensione, per una serie di comportamenti ritenuti lesivi nei suoi confronti. Ruggiero, dimessosi l’1 marzo 2021 dopo vent’anni al servizio della tv pubblica, sostiene di essere stato demansionato, allontanato dai settori della giudiziaria e della politica, inserito in turni e orari ingiusti che non tenevano conto della sua situazione di salute. E anche di aver ricevuto procedimenti disciplinari pretestuosi, per servizi non chiusi in tempo per problemi tecnici o tempi ristretti. Il giornalista, allora caposervizio, che in passato aveva fatto causa civile chiedendo il riconoscimento di una qualifica superiore al suo livello ma non riconosciutagli dai giudici, accusa l’allora caporedattore di mobbing, abuso d’ufficio, stalking. Tutto nato, spiega, in seguito ai suoi servizi sulla vicenda di Luca Pasquaretta, l’ex portavoce della sindaca Chiara Appendino per la consulenza “fantasma” da 5 mila euro al Salone del Libro. «Le accuse sono oggettivamente false e infondate e ho fiducia che questa vicenda si chiarirà», fanno sapere i legali di Mazzeo, come riferisce la Repubblica nell’edizione torinese, «ho presentato alla procura e al giudice una corposa memoria con ampia documentazione che lo dimostra e intendiamo produrre ancora altro materiale». Del caso si occupa il pm Gianfranco Colace.


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