«Giovanni Toti ci vessava, gli abbiamo pagato persino il Festival dei Fiori»

L’interrogatorio di Spinelli davanti al Gip. I soldi e le «sceneggiate» del governatore. La difesa e le dimissioni

«Ci vessava e parlava troppo. Anche a vanvera. Gli abbiamo pagato tutto. Chiese, palazzi, persino il Festival dei Fiori». Così Aldo Spinelli parla di Giovanni Toti nell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice delle indagini preliminari. E rischia di aggravare ancora di più la posizione del presidente della Regione Liguria. Nell’inchiesta sulla corruzione e sul falso dopo l’arresto del governatore Spinelli dice che Toti «faceva sceneggiate, chiedeva cose impossibili». Anche se «le cose elettorali gliele ho sempre date. Abbiamo fatto il Festival della Scienza, abbiamo dato i contributi alle chiese, ho fatto il palazzo di San Lorenzo…». Mentre il figlio Roberto ce l’ha anche con il padre: «Avevamo pensato di mettergli un amministratore di sostegno dopo la scomparsa di mia madre».


I soldi e le sceneggiate

Roberto Spinelli ha messo a verbale che era Toti a chiamare il padre. Come in occasione dei 4.100 euro sborsati per una cena elettorale. Toti faceva spesso «sceneggiate» per chiedere finanziamenti. Ma il padre beneficiava anche il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Signorini. Al quale pagava soggiorni a Monte Carlo e i 13.500 euro per il catering del matrimonio della figlia. Alla fine dell’interrogatorio Spinelli senior ha chiesto di tornare libero e vedere il fratello: «L’unica cosa che ho chiesto all’avvocato è che mi liberano per poter lavorare, perché io ho bisogno di lavorare… ho 1000 e passa persone. E mio fratello che la sera possa venire a casa mia, ha ottant’anni. Faccia l’istanza per mio fratello che belin… ma la faccia, viene la sera a farmi compagnia». L’istanza è stata presentata.


La difesa di Toti

Intanto Toti prepara la sua difesa in vista dell’interrogatorio. Andrà dai pubblici ministeri il 27 o il 28 maggio. Dirà di non aver commesso reati. Perché tutti i soldi erano registrati. Tenterà anche di chiarire gli addebiti. Sostenendo di non aver agito a senso unico con Spinelli. Ma di essere stato a suo modo vittima delle sue richieste martellanti. La strategia giudiziaria è chiara. Quella politica meno. Ballano ancora le dimissioni.

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