Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoElezioni comunaliMaldiveScontri
DIRITTICorte europea dei diritti dell'uomoEutanasiaInchiesteSanitàSuicidio assistitoUngheria

«Negare il suicidio assistito non viola i diritti del malato», cosa dice la sentenza della Cedu: il caso in Ungheria e il richiamo alle cure palliative

13 Giugno 2024 - 12:34 Ugo Milano
cedu
cedu
Il verdetto dei giudici di Strasburgo sul caso di un uomo ungherese affetto da sclerosi laterale amiotrofica in stato avanzato
Google Preferred Site

Negare il suicidio assistito non viola i diritti della persona malata, ma è necessario garantire l’accesso ad adeguate cure palliative. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) in una sentenza destinata a far discutere. Il caso su cui hanno deliberato i giudici di Strasburgo riguarda il ricorso presentato da un uomo ungherese, affetto da sclerosi laterale amiotrofica in stato avanzato, che vorrebbe essere aiutato a morire prima che le sue sofferenze diventino troppo grandi da sopportare. In Ungheria il suicidio assistito è reato. E chiunque assista una persona, sia in patria sia all’estero, può essere perseguito penalmente.

La sentenza della Cedu

Nella sentenza emessa oggi, giovedì 13 giugno, i giudici della Cedu evidenziano che vi sono implicazioni sociali ampie, ma anche rischi di errore e di abuso, nella pratica della morte medicalmente assistita. «Nonostante una tendenza crescente verso la sua legalizzazione, la maggioranza degli Stati membri del Consiglio d’Europa continua a proibire sia il suicidio medicalmente assistito che l’eutanasia», si legge nel verdetto della Corte. Di conseguenza, scrivono i giudici, i Paesi hanno «un ampio margine di discrezionalità in questo ambito» e la Cedu ritiene che le autorità ungheresi non sono dunque da ritenere colpevoli.

Le cure palliative

Il verdetto della Corte di Strasburgo contiene altri elementi degni di nota. I giudici, per esempio, invitano gli Stati a considerare la necessità di cambiare la legge al fine di tenere conto degli eventuali cambiamenti nell’opinione pubblica e degli standard internazionali di etica medica in questo ambito. Infine, la Cedu precisa che le cure palliative di alta qualità, compreso l’accesso a un’efficace gestione del dolore, sono essenziali per garantire una fine della vita dignitosa.

In copertina: Dreamstime/Anna Mudrevskaya

Leggi anche: