Alex Marangon e quel «pestaggio brutale» prima di morire

Intanto i conti dell’Abbazia di Santa Bona che ospitava la festa hanno nominato un legale. Oggi la procura inizierà a sentire gli invitati

Il colpo alla testa, l’occhio tumefatto, i lividi al torace, l’emorragia interna. Emerge questo dall’autopsia di Alex Marangon, il barman veneziano di 25 anni trovato morto il 2 luglio in un isolotto nel Piave, nel Trevigiano. Alex, secondo quanto ricostruisce oggi il Corriere della Sera è stato picchiato a sangue tra le 2 e le 6 del mattino di domenica 30 giugno. Ora l’indagine sul suo caso è di omicidio volontario a carico di ignoti. Sabato Marangon aveva partecipato alla festa sciamanica organizzata dagli adepti alla disciplina sudamericana che propone cure con droghe dagli effetti psichedelici, come l’ayahuasca. Ospite d’onore della serata lo sciamano-santone Jhonni Daniel Benavides. Ma all’evento nell’Abbazia di Santa Bona a Vidor, nel Trevigiano, dove partecipavano una ventina di persone deve esser successo qualcosa. Per questo secondo i famigliari Alex forse voleva andarsene. Intanto i proprietari dell’abbazia, i conti Da Sacco, si sono affidati al penalista Cesare Dal Maso per tutelarsi. «In questi giorni i cani molecolari hanno setacciato l’abbazia in lungo e in largo, non hanno mai trovato una traccia di sangue, come si spiega quindi questo pestaggio?» spiega il legale. Oggi gli inquirenti inizieranno a sentire le persone presenti alla festa. Due di loro avrebbero provato a cercare Alex una volta allontanatosi, senza esito.


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