Yemen, gli Houthi confermano: «Ucciso il premier Ahmed al-Rahawi e altri ministri nel raid israeliano a Sana’a»


La presidenza degli Houthi, il gruppo sostenuto dall’Iran che controlla la maggior parte del territorio dello Yemen, ha annunciato ufficialmente la morte del proprio primo ministro, Ahmed al-Rahawi, e di diversi altri membri del governo in seguito a un raid aereo condotto dall’Idf, l’esercito israeliano, lo scorso giovedì sulla capitale Sana’a.
La dichiarazione degli Houthi
La conferma è arrivata tramite un messaggio diffuso dalla presidenza degli Houthi, che ha parlato di «un grave colpo alle istituzioni politiche e militari del movimento». Secondo la nota, oltre al premier sarebbero rimasti uccisi alcuni ministri, mentre il capo di Stato maggiore Muhammad Abdel-Karim al-Ghammari risulta disperso sotto le macerie degli edifici colpiti. Fonti israeliane ritengono che anche lui possa essere rimasto ucciso nell’attacco.
L’escalation nello Yemen
L’operazione si inserisce nell’escalation militare che da mesi coinvolge lo Yemen e l’area del Mar Rosso. I ribelli Houthi hanno rivendicato numerosi attacchi contro navi mercantili e obiettivi israeliani, sostenendo di agire in solidarietà con la popolazione palestinese a Gaza. Israele ha più volte colpito postazioni e infrastrutture riconducibili al gruppo a Sana’a e in altre regioni sotto il loro controllo. Se confermata, la morte di al-Rahawi rappresenterebbe un duro colpo per la catena di comando del movimento, che dal 2014 controlla la capitale yemenita e buona parte del Paese, contrapponendosi al governo riconosciuto a livello internazionale e alle forze sostenute da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.