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Il report di Tuttoscuola: «Nove edifici su dieci non sono in regola con le certificazioni di sicurezza». La classifica regione per regione

31 Agosto 2025 - 17:29 Ugo Milano
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Maglia nera al Lazio, dove appena il 12,7% dei plessi è in regola. La più virtuosa è la Valle d'Aosta

Nove edifici scolastici su dieci non dispongono di una o più certificazioni obbligatorie in tema di sicurezza. È quanto emerge da un dossier di Tuttoscuola, che ha analizzato i dati contenuti nella sezione Open Data dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. Per legge, ogni plesso dovrebbe fornire cinque certificazioni: il documento di valutazione dei rischi, il certificato di agibilità, l’omologazione della caldaia termica, il certificato di prevenzione incendi e il piano di evacuazione. Eppure, lo staff di Tuttoscuola ha scoperto che a 36.088 edifici scolastici, ossia 9 su 10, mancano una o più certificazioni. O perché non sono stati fatti i collaudi oppure perché non sono stati elaborati i piani che valutano i rischi legati alla sicurezza.

La classifica, regione per regione

L’analisi di Tuttoscuola è la prima in cui vengono spulciati i dati di ogni singolo edificio. E il quadro che emerge è piuttosto preoccupante: nelle zone ad alto rischio sismico, per esempio, «il certificato di collaudo statico è posseduto da meno della metà degli edifici». La regione che detiene la maglia nera per numero di edifici scolastici con certificato di agibilità è il Lazio, dove appena il 12,7% dei plessi (407 su 3.203) è in regola. La regione più virtuosa è invece la Valle d’Aosta, dove 122 plessi su 139 hanno tutti i certificati di agibilità, pari all’87,8% del totale. Seguono Piemonte (53,4%), Veneto (52,7%) e Friuli (52%) con il Nord che in generale si attesta intorno al 50%. E poi ancora, tra le altre regioni, il Molise (47,8%), preceduto da Lombardia e Marche intorno al 50% e la Liguria ferma al 31.1%. A quota 30% Abruzzo e Campania, insieme al resto del sud. 

Il ministero: lavori in corso su 10mila plessi

A commentare il dossier di Tuttoscuola è anche lo stesso ministero dell’Istruzione, che – interpellato dall’Ansa – fa notare come i dati diffusi facciano riferimento al 2023/2024 e per questo non terrebbero conto dell’enorme lavoro in atto su oltre 10mila edifici scolastici grazie al Pnrr e ai fondi ministeriali. Secondo fonti del dicastero guidato da Giuseppe Valditara, è in corso il più grande piano di intervento mai fatto per la scuola italiana e i risultati saranno misurabili solo tra qualche anno. Le stesse fonti ministeriali precisano poi che la responsabilità degli interventi antisismici sulle scuole spetta agli enti locali e non al governo.

Foto copertina: ANSA/Luca Zennaro | La scuola media statale A.G. Barrili, a Genova

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