Cisgiordania, fotoreporter del Washington Post aggredita da un gruppo di coloni israeliani – Il video
Con il cappuccio sulla testa e il volto coperto, un gruppo di coloni ha aggredito a bastonate e calci la fotoreporter del Washington Post Heidi Levine. Durante l’assalto, avvenuto nella cittadina di Abu Falah in Cisgiordania, alla fotografa, 64 anni, sono stati rubati anche il telefono e la macchina fotografica. «Sono stata brutalmente buttata a terra. Continuavano a prendermi a calci, tipo una cinquantina di volte. Per fortuna avevo il giubbotto protettivo e l’elmetto. Altrimenti probabilmente non sarei qui», ha raccontato Levine, che al momento dell’aggressione indossava una giacca protettiva con la scritta Press.
Il ricovero in ospedale e le fratture riportate
La fotoreporter è attualmente ricoverata in ospedale con «ferite e diverse fratture», come riferito su X dal medico e deputato palestinese Mustafa Barghouti. È stata soccorsa da un gruppo di giornalisti e da un operatore sanitario palestinese, che l’hanno messa in salvo mentre gli aggressori continuavano a inseguirli. Nel frattempo, alcuni palestinesi cercavano di tenere lontani gli aggressori lanciando pietre. Anche un anziano del villaggio di Abu Falah, nella zona di Ramallah, è stato ricoverato in ospedale per le ferite riportate al volto e alla testa.
Severe settler + soldier attack on olive harvesters in Abu Falah. American WaPo journalist Heidi Levine badly wounded. Machine gunfire—at least one Palestinian shot. Tear gas. Soldiers assaulting journalists. https://t.co/He61cNYk0c
— jasper nathaniel (@infinite_jaz) October 16, 2026
L’Idf apre un’inchiesta
In un post pubblicato su X, l’esercito israeliano (Idf) ha condannato l’aggressione, dichiarando di considerare «con estrema gravità qualsiasi manifestazione di violenza». «I tentativi di provocare scontri tra le diverse popolazioni compromettono la sicurezza della zona. Gli atti di violenza e le aggressioni contro persone innocenti costituiscono un fenomeno grave e intollerabile, che richiede una risposta coordinata tra più organizzazioni», si legge nel comunicato. L’Idf ha precisato che le circostanze dell’accaduto saranno oggetto di indagine. Anche l’ambasciata Usa a Gerusalemme ha commentato l’aggressione. «Condanniamo la violenza criminale perpetrata da tutte le parti in Cisgiordania e chiediamo l’indagine dei fatti, l’arresto e la condanna dei responsabili», afferma l’ambasciata in una nota.
Earlier today, IDF and Israel Border Police forces were dispatched to an area adjacent to Khirbet Abu Falah, following a report of a violent confrontation. Foreign media personnel were present at the scene and a female journalist was injured during the confrontation. All details of the incident will be examined. Upon arriving to the scene, the forces acted to disperse the confrontation using riot dispersal means. At another location where the confrontation took place, IDF soldiers initially fired warning shots into the air and then fired toward a suspect who ran toward them, carrying a sharp object and posed a threat to them. The confrontation was dispersed. Israeli Police forces and forensic investigators from the Judea and Samaria District will enter the area with IDF security to collect findings and evidence, as well as take testimonies. Violence against innocent civilians is a grave and intolerable phenomenon that requires a coordinated, multi-agency response. The IDF will work together with the relevant authorities to eradicate this phenomenon. The IDF strongly condemns this incident. Attempts to incite friction between populations undermine security in the area.
— Israel Defense Forces (@IDF) October 16, 2026
Foto copertina: X / Tamer tamerqdh | Un frame da video mostra la giornalista americana del Washington Post ferita e poi soccorsa dopo essere stata aggredita dai coloni israeliani in Cisgiordania, 16 ottobre 2026

