Autotrasportatori in protesta, scaffali vuoti nei supermercati del Sud: «A rischio anche le farmacie». Confcommercio: «Danni fino a 50 milioni»
«Mancata consegna merci per sciopero trasportatori». È il cartello comparso in un supermercato di Napoli, dove alcuni reparti sono rimasti senza prodotti. Ma le immagini degli scaffali vuoti arrivano anche dalla Sicilia, dalla Calabria e dalla Puglia. I blocchi dei tir contro il caro carburante stanno rallentando i rifornimenti, soprattutto di frutta, verdura, latte e altri alimenti freschi. Ma anche le farmacie sono a rischio. E in alcune zone i clienti hanno cominciato a fare scorte.
Dove sono vuoti gli scaffali dei supermercati
Cassette vuote nei reparti dell’ortofrutta, banchi frigoriferi senza carne e pesce, confezioni di latte e farina sempre più difficili da trovare. Le immagini arrivano soprattutto dalla Sicilia e dalla Calabria, dove in alcune zone cominciano a scarseggiare anche uova, pasta e acqua. In Campania i disagi interessano Napoli, Caserta e diversi comuni della provincia di Salerno. Nel Foggiano c’è chi deve girare più supermercati per riuscire a completare la spesa. Difficoltà nei rifornimenti vengono segnalate anche a Termoli, in Molise.
Perché i supermercati sono rimasti senza prodotti
A rallentare le consegne sono i blocchi degli autotrasportatori contro il caro carburante, ai quali in alcune regioni si sono aggiunte le proteste degli agricoltori. In Campania, nell’area industriale di Carinaro, nel Casertano, i manifestanti hanno fermato le operazioni di carico e scarico nei magazzini della grande distribuzione. Le merci non riescono così a raggiungere i punti vendita, che stanno esaurendo le scorte, soprattutto quelle di alimenti freschi. In Calabria gli autotrasportatori aderenti a Fedralog sono fermi da venerdì 16 ottobre. Anche in Sicilia, nonostante gli organizzatori abbiano annunciato di consentire il trasporto di frutta e verdura, i rifornimenti continuano ad arrivare a singhiozzo.
Ti potrebbe interessare
I prodotti bloccati nei camion e l’allarme per le farmacie
Mentre i supermercati restano senza merce, nelle aziende agricole i prodotti rischiano di marcire. Coldiretti Puglia denuncia che le celle frigorifere sono piene di frutta, verdura e funghi che non riescono a raggiungere i centri di distribuzione. Alcuni camion carichi di alimenti deperibili sono fermi sulle strade. In Campania, il presidente di Confesercenti Vincenzo Schiavo avverte che le scorte di alcune catene di supermercati sono già scese al 50%. Se le consegne non riprenderanno, secondo Schiavo, nel giro di pochi giorni potrebbero mancare del tutto i prodotti freschi. Il rischio, sostiene, riguarda anche le farmacie, che potrebbero incontrare difficoltà nei rifornimenti.
Quando torneranno i prodotti sugli scaffali
Per capire quando potranno riprendere regolarmente le consegne bisognerà attendere l’esito dell’incontro tra il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e gli autotrasportatori, previsto per martedì 20 ottobre alla prefettura di Milano. In mattinata il ministro vedrà le associazioni nazionali e i sindacati, nel pomeriggio i rappresentanti dei movimenti spontanei. Alcuni manifestanti hanno già annunciato che senza risposte concrete la protesta continuerà. E finché i camion resteranno fermi, anche il ritorno alla normalità nei supermercati rimarrà incerto.
Confcommercio: «Danni economici tra 40 e 50 milioni»
Secondo le stime raccolte da Confcommercio Sicilia, il fermo della movimentazione delle merci dovuto alla protesta degli autotrasportatori, nell’arco dei cinque giorni di protesta, ha portato a un danno economico complessivo compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro per la grande distribuzione organizzata e per l’intera filiera del fresco collegata al commercio. «La situazione è estremamente preoccupante e conferma ancora una volta quanto la Sicilia sia vulnerabile sul piano logistico – dice il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti – In un contesto insulare come il nostro bastano poche ore di rallentamento nella catena dei rifornimenti per produrre effetti immediati sugli scaffali dei supermercati, sulle attività commerciali e sulla capacità delle imprese di rispondere alla domanda dei consumatori».
Le maggiori criticità
Le maggiori criticità si registrano nel comparto dei prodotti freschi. «Le stime indicano infatti perdite comprese tra i 20 e i 25 milioni di euro per le mancate vendite nei reparti ortofrutta, macelleria, latticini e prodotti refrigerati. In molti punti vendita, soprattutto nelle aree maggiormente dipendenti dai flussi provenienti dai principali porti commerciali siciliani, si registrano già difficoltà di approvvigionamento e una significativa riduzione dell’assortimento disponibile», dice Confcommercio. A questi numeri si aggiungono i costi che gravano sulle piattaforme logistiche e sui centri di distribuzione, «stimati tra 12 e 15 milioni di euro, derivanti dal blocco delle attività operative, dai ritardi nelle consegne e dall’accumulo di semirimorchi e merci nelle aree portuali». Secondo le valutazioni effettuate, il valore dei prodotti che rischiano di essere compromessi a causa dei ritardi nella distribuzione oscilla tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Si tratta di alimenti che richiedono tempistiche estremamente rapide per essere trasportati e commercializzati e che, in molti casi, potrebbero non arrivare mai a destinazione.
Foto copertina: ANSA/DONATO FASANO | Scaffali vuoti, pesce e merce fresca assente e prodotti come latte e farina in esaurimento in un supermercato (Eurospin) a Bari, a causa dello sciopero dei trasportatori, 18 ottobre 2026

