I lavoratori dell’ex Ilva occupano l’aeroporto di Genova. «Qui finché il governo non fa alzare il culo ai commissari da Roma». Voli bloccati.
I lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano, l’acciaieria di Genova che fa parte dello stesso gruppo della ben più famosa Ilva di Taranto, hanno occupato l’aeroporto “Colombo” di Genova, lasciando prima un corridoio per le operazioni di scalo e poi chiudendo anche quello. La manifestazione è stata decisa dopo la notizia della richiesta di una nuova cassa integrazione da parte dell’azienda, nonostante pochi giorni prima i lavoratori avessero ricevuto rassicurazioni sul fatto che la fabbrica sarebbe rimasta attiva fino a fine novembre. «Chiedo un intervento urgente perché sia ripristinato quanto è già stato garantito dal punto di vista produttivo e occupazionale» ha affermato, in riferimento all’estensione della cassa integrazione, il segretario generale della Fiom Michele De Palma. Alla protesta si è unita anche una delegazione di Ericsson, l’azienda che ha licenziato 131 dipendenti. Una protesta, riporta Repubblica, dai toni accesi. «Resteremo qui – ha urlato Armando Palombo (Rsu Fiom) tra gli applausi e i cori dei lavoratori – finché questo governo non ci dà una risposta. Finché il governo, che ha messo i commissari, non fa alzare il culo ai commissari da Roma e ci dà una risposta chiara, molto chiara».
La posizione della Regione
Riferendosi alla lettera di venerdì con cui i commissari straordinari hanno annunciato l’aumento della cassa integrazione, Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, ha spiegato: «Siamo rimasti tutti sorpresi, ma è una mossa parallela per coprire le necessità economiche. C’è però anche un’altra lettera, sempre di venerdì, inviata da Acciaierie d’Italia a Regione e Città Metropolitana per chiedere l’autorizzazione a trattare coils conto terzi: il piano per non fermare lo stabilimento esiste ed è pronto a partire fino al subentro del nuovo acquirente».
Le richieste del Pd
All’assemblea dei manifestanti erano presenti anche i parlamentari del Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo. «Ai lavoratori sono state fatte promesse precise – hanno commentato – ma ancora una volta alle parole non seguono i fatti. Il governo ha il dovere di intervenire immediatamente e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità». E hanno aggiunto: «Chiediamo che l’azienda torni sui propri passi, ritiri la comunicazione sulla cassa integrazione per Genova e garanzie reali».

